Il Tirreno

Livorno

Capraia, la preside sospende la maestra arrestata per spaccio di droga

Stefano Taglione
Una veduta di Capraia
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Una veduta di Capraia

L’istituto comprensivo Micali ha lasciato senza stipendio l’insegnante della primaria. Il giudice aveva rimesso in libertà sia lei che il marito: hanno l'obbligo di firma

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CAPRAIA. La maestra arrestata per spaccio di droga a Capraia è stata sospesa ed è senza stipendio. Sull’isola, in sostituzione dell’insegnante Alessandra Esposito, è arrivato un supplente. A firmare il provvedimento amministrativo, che resterà in vigore fino alla conclusione della vicenda giudiziaria, è stata la preside dell’istituto comprensivo Micali, Teresa Cini. Si tratta della dirigente scolastica che sovrintende la primaria “Carolina Nolli”, dove fino a qualche settimana fa lavorava come docente di matematica la quarantanovenne originaria di Tivoli, in provincia di Roma. Esposito aveva un contratto a tempo determinato ed è lecito pensare che se il provvedimento non verrà revocato resterà disoccupata fino a giugno, la scadenza del contratto con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

LA VICENDA

La donna era stata arrestata per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti insieme al marito cinquantasettenne Alessandro Silvi, originario di Pontedera, sul quale si concentrano le accuse più pesanti – stando a quanto ricostruito dagli investigatori – visto che scritti di suo pugno sono stati sequestrati anche alcuni biglietti che si riferirebbero al presunto mercato della droga capraiese. I carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal capitano Ugo Chiosi, a casa della coppia avevano rinvenuto anche un involucro di cocaina di 2,3 grammi, tre etti di hashish suddivisi in varie dosi, due bilancine, 1.750 euro e materiale per confezionare la droga. «Lo stupefacente è stato rinvenuto in condizioni che inducono a ritenere, verosimilmente, la vendita e la cessione dello stesso a svariati consumatori», aveva spiegato l’Arma all’indomani delle operazioni. Su questo, la sindaca e presidente della Provincia Marida Bessi, non ha mai voluto commentare. Una vicenda, quella del doppio arresto, che ha scioccato l’isola.

OBBLIGO DI FIRMA

Inizialmente ai domiciliari, Silvi ed Esposito sono stati poi rimessi in libertà. Per loro il giudice per le indagini preliminari – su richiesta della stessa pm Sabrina Carmazzi – convalidando l’arresto aveva disposto l’obbligo di firma giornaliero ai carabinieri. Entrambi sono difesi dall’avvocato pisano Giovanni Capria. Il tribunale ha ritenuto adeguato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in relazione al pericolo di fuga (inesistente su un’isola che dista ore da Livorno) e ai rischi di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Il provvedimento della scuola, invece, è amministrativo ed è stato firmato subito dopo il provvedimento del tribunale, quindi Esposito non è mai tornata a insegnare da quando è stata indagata. Ed è stato firmato dalla preside, non dal provveditorato che ha solo preso atto della decisione dell’istituto Micali.
 

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