Gioco
Cade dalla bici per colpa di una buca: il Comune deve risarcirla per 55mila euro
Livorno: il giudice civile dà ragione a una cinquantottenne livornese che nell’incidente di quattro anni fa si era rotta un braccio
LIVORNO. È caduta dalla bici su una buca, rompendosi un braccio, e ora il Comune la deve risarcire per 55.876,50 euro. Quattro anni dopo l’incidente ecco il risarcimento per una cinquantottenne livornese, Carla Marzi, che il 3 maggio del 2018, in via Adriana, cadde dal mezzo a due ruote mentre stava tornando a casa con delle buste della spesa nel cestino «provocandosi la lussazione della epifisi omerale distale e la frattura del capitello radiale destro», si legge nella sentenza di condanna del giudice del tribunale civile Carlo Cardi.
L'INCIDENTE
Marzi, quel giorno, secondo la ricostruzione del consulente tecnico d’ufficio incaricato per la perizia non avrebbe potuto vedere per tempo l’insidia, infilandosi dentro la buca con la ruota anteriore della bici. «Le condizioni di visibilità erano buone e l’ora diurna, ma non era ragionevolmente esigibile che la ciclista si rendesse conto della alterazioni del manto stradale in tempo utile a evitarle la buca – si legge nella sentenza dello scorso 5 febbraio – e ciò sia a motivo della velocità del mezzo e del punto di osservazione del conducente, sia in ragione del fatto che le dimensioni ragguardevoli della buca e la sua collocazione avrebbero comunque obbligato la ciclista, se anche avesse avuto la possibilità di realizzare, all’ultimo momento, la presenza della buca, a una diversione verso il centro strada che l’avrebbe esposta a un rischio potenzialmente pari o superiore». Stando ai rilievi della polizia municipale, intervenuta dopo i soccorsi del 118, la buca sarebbe stata delle dimensioni di 70 per 60 centimetri, con dei sassi distaccati al suo interno, e profonda quattro centimetri. Non sarebbe stata in mezzo alla carreggiata, ma «a una distanza di 3,35 metri dal marciapiede di destra».
LA TESTIMONIANZA
Fondamentale la testimonianza di una passante: «Ho visto una donna in sella a un velocipede che percorreva via Adriana da piazza Due Giugno – si legge nel dispositivo – Giunta all’altezza del civico 14 ho visto il velocipede della donna piantarsi con la ruota anteriore fra i sassi distaccati di una buca situata sul lato destro della carreggiata. Ho visto il velocipede che si ribaltava su se stesso incastrando sotto la donna: il suo piede è rimasto bloccato nei raggi. A seguito di ciò la donna cadeva in terra, insieme al veicolo e ai sacchetti della spesa che erano nel cestino. Sono subito corsa dalla signora per prestare aiuto e una passante ha chiamato l’ambulanza»
LA PROGNOSI
La donna – assistita nel giudizio dall’avvocato Carlo Stolfi – sono stati diagnosticati «195 giorni di invalidità temporanea e un danno pari al 17-18 per cento di invalidità permanente e un’invalidità temporanea di 195 giorni. «Il giudice – spiega il legale – ha riconosciuto in pieno la responsabilità di mancata custodia da parte del Comune». Oltre ai 55.876,50 da risarcire alla cinquantottenne, l’amministrazione, dovrà pagare le spese di lite quantificate dal tribunale in 10.636 euro.
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