Il Tirreno

Livorno

il lutto

Addio al grande scenografo Bosco, trovato senza vita in casa dal figlio

Simone Fulciniti
Una foto dello scenografo Emidio Bosco
◗
Una foto dello scenografo Emidio Bosco

Era lo scenografo livornese per eccellenza. Autore di autentici capolavori, che sovente, al solo aprirsi del sipario, venivano saluti con un acceso applauso dei presenti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Era lo scenografo livornese per eccellenza. Autore di autentici capolavori, che sovente, al solo aprirsi del sipario, venivano saluti con un acceso applauso dei presenti. Ieri mattina è scomparso Emidio Bosco, classe 1944, 78 anni ancora da compiere. Serio, ombroso, lavoratore instancabile, negli anni ha accompagnato decine di attori e registi con creazioni speciali. Il suo nome in locandina ha sempre rappresentato una garanzia per l’occhio dello spettatore. È stato il figlio Carlo, musicista e compositore, tastierista del gruppo Gary Baldi Bros, a trovarlo senza vita, seduto in poltrona davanti alla Tv. «Mio padre non amava i dottori – dice – teneva tutto per sé. Un paio di giorni fa mi aveva chiamato per un forte mal di collo, a causa del quale non aveva dormito. Insieme a mia madre (la regista Simonetta Del Cittadino, ndr) siamo passati a trovarlo e non aveva un bell’aspetto. Stamani (ieri, ndr) ho provato a chiamarlo e non ha risposto. Sono andato a vedere, sembrava che dormisse. Mi hanno detto che non ha sofferto». Dopo gli studi all’Istituto d’arte, Emidio Bosco comincia un lungo viaggio tra le grandi passioni: la pittura, il restauro, i ritratti, e quando conosce l’attrice e regista Del Cittadino si lascia catturare dal teatro approcciando il mondo della scenografia. «Tanti anni con Spazio Teatro – prosegue Carlo-. Stava giusto per terminare il pozzo della “Mandragola” che la compagnia mette in scena tra qualche settimana».

Poi le straordinarie avventure con TodoModo, la compagnia Orlandi, la compagnia degli Onesti, e con registi di primissimo piano come Giampaolo Zennaro. «Scenografo per le storiche stagioni liriche di Villa Mimbelli. Restauratore di quadri importanti, di volte con affreschi, molto conosciuto e apprezzato in Toscana». Con TodoModo una collaborazione intensa, che ebbe inizio nel 2007. «Pinocchio Superstar, Alice di carta, Tre quadri in piazza, spettacoli che hanno girato l’Europa. L’ultimo è stato Sgt. Pepper, in tempi recentissimi. Era anche attrezzista: spade, corone, bicchieri di legno, qualunque cosa uno avesse bisogno lui la faceva». Carlo ricorda le grandi doti umane del padre. «Come babbo è stato meraviglioso, non espletava mai le sue emozioni, ma quando era contento lo si capiva. Non ci abbracciavamo mai, non ci dicevamo frasi da soap opera, però ci si capiva. Era zittone. Ma lui era così. Era bello così. Una caratteristica che è stata un bene da una parte, una male dall’altra. I miei sono separati dal’93, ma sono sempre rimasti in buonissimi rapporti per il lavoro in teatro. Due anni fa, quando è nata mia figlia, c’è stato un ulteriore avvicinamento. Non si sono mai lasciati, si sono sempre voluti bene». Una perdita importante per la città. «Livorno perde un pilastro dell’arte povera, un grande artigiano ed artista generoso – conclude il figlio –. Se ti doveva accomodare le suole delle scarpe lo faceva, e uscivi da casa sua con le suole perfette. Così come era in grado di costruirti un “Arco di trionfo”. Aveva un laboratorio in casa e ha avuto laboratori teatrali in ogni dove. Non ci saranno funerali veri e propri lui non voleva funzioni». Oggi, per l’ultimo saluto, è possibile andare alla camera mortuaria del cimitero dei Lupi. La tumulazione è prevista per venerdì mattina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web