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Muro crollato in via dell'Ambrogiana, strada ancora chiusa: «Un disagio per tutti»
Livorno, il muro del Seicento è sempre pericolante e le transenne sono state (ancora) divelte
livorno. In via dell’Ambrogiana si respira il silenzio della campagna. Ma sotto al ticchettio della pioggia, se è vero che non si sentono più i motori di auto e suv, mormorano le acque chete di commercianti e residenti della zona.
Sono passate ormai circa tre settimane da che il muro del Seicento è crollato in strada, per fortuna senz’altri danni a cose o persone, e la carreggiata è stata chiusa al traffico; più o meno. Per i primi 120 metri, venendo da via dell’Erbuccia, possono entrare e uscire (grazie al temporaneo doppio senso di marcia) solo residenti e mezzi di soccorso. Idem lato via Goito.
“Più o meno” perché le transenne vengono sistematicamente divelte. E così passano pedoni, ciclisti e “centauri” a bordo di moto e motorini.
«Sono cresciuto qui, e oggi passo quasi ogni giorno con mia moglie per stare accanto a mia madre e mia suocera», racconta Alessandro Benetti, che poi prosegue: «Vivono l’una a poca distanza dall’altra, ma con la chiusura della via per noi è diventato difficile venire con la macchina. Specialmente quando portiamo le buste della spesa».
Il disagio, poi, colpisce anche gli esercenti. E Massimo Boccara, titolare della storica officina Bma (lato mare di via dell’Ambrogiana), si sfoga così: «Da via Goito è consentito l’ingresso per i residenti, ma non c’è il divieto d’accesso. E infatti ho dovuto discutere coi vigili, perché altrimenti non riesco a lavorare».
Una condizione simile a quella di Anna Maria Barcellona, che dietro alla pila di giornali della sua edicola spiega come «la mia attività è penalizzata da settimane per la chiusura della strada, perché tanti dei miei clienti sono anziani e passavano di qui ogni mattina. Ora invece devono fare il “giropèsca”. Sembra – aggiunge – che per sistemare questo muro ci siano di mezzo il privato, il Comune, la Provincia... non ci si leva le gambe».
Qualche acquirente storico però si trova ancora. Come Giuliana Menasci, pensionata: «Noi residenti, ormai, possiamo passare solamente da via Caduti del Lavoro. Ma lì il verde del semaforo dura pochissimo, e il rosso “fa la calzetta”».
In realtà, l’intera zona è un’“isola delle transenne”. In via dell’Erbuccia ci sono anche quelle che delimitano il campo degli Orti Urbani, ma lungo la stessa via dell’Ambrogiana ce ne sono altre a cingere un altro muro caduto (un muretto, per fortuna), sempre lato via Goito. Protezioni che ormai fanno parte del paesaggio, e che – anche lì – non si riescono a togliere perché la proprietà non eseguirebbe i lavori di messa in sicurezza.
«Passo da qui ogni volta che voglio fare una passeggiata sul lungomare, ed è un peccato vedere un’area che sembra proprio abbandonata a se stessa», confessa quindi Andrea Malucchi.
E così, tra degrado e disagio, l’effetto domino ricade anche sulla salute. «Tengo un corso di ginnastica posturale, molto frequentato da persone anziane che vengono qui perché siamo vicini a casa loro», racconta infatti Francesca Bagnoli del centro TerapeutiKé, che poi conclude: «Con la strada chiusa, specialmente quando piove, molti preferiscono non venire».
C’è, però, chi via dell’Ambrogiana la deve fare “per forza”. Sono gli alunni delle scuole medie XI Maggio, che si trovano nella parallela via Bois. I giovanissimi studenti che si spostano in autonomia, in special modo quelli che vivono nelle vicinanze della scuola (lato nord ovest), due volte al giorno percorrono proprio quella strada.
Per tutti gli altri, dall’asilo alle elementari, sono invece i genitori che li accompagnano a trovarsi privati da ormai tre settimane di una via d’uscita rapida dal quartiere, costretti a ripiegare su via Cecioni oppure via Corazzi.
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