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Leonardo, l’artista livornese dei versi vince il premio Ossi di Seppia

Simone Fulciniti
Lo studente universitario Leonardo Bachini, ex alunno dell’Iti, durante la consegna del prestigioso premio
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Lo studente universitario Leonardo Bachini, ex alunno dell’Iti, durante la consegna del prestigioso premio

Dai banchi dell’Iti alla prestigiosa vetrina. «Per me la letteratura è ragione di vita»

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Leonardo Bachini, 24 anni, studente universitario, diplomato all’Iti nel 2017, è risultato vincitore assoluto della 28esima edizione del prestigioso Premio Letterario nazionale “Ossi di Seppia”, superando la concorrenza di ben 1641 contendenti.

Un successo straordinario per un ragazzo che fa della letteratura una ragione di vita. «I miei primi approcci verso la letteratura in genere e la scrittura riguardano la fase adolescenziale - racconta - Il periodo che ha avuto inizio col triennio delle scuole superiori. Ed è stato fondamentale l’incontro con la prof Franca Rossi, docente di Lettere. Ho cominciato ad appassionarmi ai grandi classici del ‘800 e ‘900 e non soltanto italiano. Soprattutto poesia, ma anche narrativa. Mi ricordo con piacere la scoperta di Giacomo Leopardi, e dei francesi Charles Baudelaire e Arthur Raimbaud. E nel novecento di Eugenio Montale. La mia passione si è poi sviluppata naturalmente, io non ho pensato o deciso nulla. Non me ne sono accorto».

Tante le poesie già presenti nel suo taccuino. «Non ricordo la prima che ho scritto. Compongo dappertutto, dal block notes del cellulare, alla scrivania, che ritengo un gesto importante. Volendo riesco a ritrovarle tutte, anche se il materiale è sparso un po’ a destra un po’ a sinistra». La scelta della facoltà Lettere Moderne. «Combacia col mio talento. Una volta presa la maturità ho sentito una vera e propria urgenza. La letteratura mi ha chiamato, una vocazione che spero di poter in qualche modo supportare».

Un concorso intercettato attraverso i social network. «I social sono un luogo dove sono attivo, spinto dall’esigenza di voler comunicare agli altri, anche ciò che scrivo. Ho una pagina Facebook e una Instagram a mio nome. Vidi l’annuncio, ne fui incuriosito e una volta capito che si trattava di un premio prestigioso, ho voluto tentare e alla fine andata bene. Non è stato facile scegliere la lirica giusta, tra quelle che avevo. Ma alla ne ho selezionata una e ho deciso di puntare su quella».

Il titolo è “Minuti”. «Propone varie argomentazioni, soggette a varie interpretazioni. La più peculiare a mio giudizio, risiede nell’esperienza di tutti, esprime un disagio giovanile, a me piace definirla una “morte in vetrata”, quello che succede quando ci sono delle morti per incidenti stradali, quando alcuni tuoi compagni non ce la fanno, e va in modo opposto a quello che vorremmo la sorte decidesse per noi. È autobiografica, ma con sfaccettature di universalità, soggetta alle esperienze. Componimento breve, con versi tradizionali e altri che superano l’endecasillabo».

Per Bachini arrivano le prime chiamate. «Sono stato segnalato su una rivista, che ad aprile pubblicherà dei miei inediti. E in futuro credo di interessare a una collana di poesia emergente, per Punto e a Capo Editrice, che si occupa di poeti mai pubblicati, con un’iniziativa che si chiama controcorrente. Rimanendo molto umile credo che alla fine si farà un volume. Io sto ipotizzando una raccolta di tutto il materiale».

“Poeta”, una definizione che non ama. «Sposo la filosofia di Guido Gozzano, definirsi poeta oggi è completamente assurdo, chi manifesta questo titolo non ha idea di quello che si porta dietro. Io preferisco essere considerato una persona dedita alla cultura letteraria, che non si accredita titoli. Scrivo in versi e ritengo la letteratura uno spiraglio di luce, anche quando non è totalmente consolatoria».
La soddisfazione della cerimonia. «Sono stato chiamato per ultimo, avendo il riconoscimento più importante. Eravamo a villa Boselli di Arma di Taggia, in Liguria. Ho letto la mia poesia e un altro inedito. Poi c'e stata la cena in cui ho avuto modo di confrontarmi con la casa editrice». Nel frattempo la vita prosegue. «Sto scrivendo, è un processo naturale - conclude Bachini-. Ma continuo a leggere, mi tengo aggiornato sulla critica attuale, studio. Questo viene prima di tutto».
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