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Livorno, a Ematologia i letti super protetti contro virus e batteri per i pazienti fragili
Il dono dell’Ail con l’aiuto di Fondazione Livorno e Bpm. Il primario Capochiani: «Ridurre i rischi ci farà salvare vite»
LIVORNO. «I nostri pazienti sono tra i più fragili dell’ospedale. E possono non essere in grado di resistere alle infezioni da parte di organismi capaci di vivere e di riprodursi comunemente nel polmone dell’uomo. In un reparto come il nostro le infezioni rappresentano un pericolo dal quale difendersi a tutti i costi. Ridurre l’entità del rischio nei nostri pazienti significa salvarne tanti di più». Così Enrico Capochiani, primario della Ematologia dell’ospedale di Livorno, ha spiegato l’importanza di un presidio come il nuovo sistema di filtraggio di cui sono state dotate due stanze del suo reparto posto al pian terreno del 3° padiglione.
La nuova dotazione, frutto della donazione dell’Associazione Italiana Leucemie di Livorno, permetterà di migliorare la sicurezza dei pazienti ricoverati grazie ad un sistema di cosiddetto “filtraggio assoluto” in grado di bloccare fino al 99,995% delle infezioni derivanti da organismi comunemente presenti nell’ambiente.
Ieri mattina, alla presenza della direttrice generale dell’Asl Letizia Casani, del direttore degli Spedali Riuniti Luca Carneglia, del direttore del dipartimento oncologico Giacomo Allegrini e di quello medico Roberto Andreini, c’è stato il taglio del nastro, a cui hanno partecipato anche il sindaco Luca Salvetti e il consigliere regionale Francesco Gazzetti, Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno, che ha dato un contributo decisivo, e Alessandro Baldi, presidente dell’associazione.
«Quando le difese personali sono ridotte a causa della malattia o dei trattamenti necessari per combatterla, l’isolamento e tutti i presidi che possano creare una barriera con l’ambiente esterno diventano l’arma di prevenzione più potente di cui si possa disporre», ha evidenziato Capochiani.
Il sistema di filtrazione – è stato spiegato – è composto da foglietti filtranti di microfibre che hanno il compito di bloccare le particelle solide inquinanti presenti nell’aria. Nelle due stanze viene fornita aria filtrata da filtri Hepa a una velocità che può arrivare fino a 10 cambi d’aria completi ogni ora permettedo così di mantenere una cosiddetta “pressione positiva” che impedisce all’aria ambientale non filtrata di entrare ad esempio dalle porte.
La contemporanea presenza di un sistema a pressione positiva e di aria priva di spore micotiche nella stanza di degenza, consente una netta riduzione dei rischi infettivi nei pazienti immunodepressi, quali i pazienti oncoematologici.
Letizia Casani, numero uno dell’Asl ha invece voluto sottolineare l’importanza dell’ospedale di Livorno come «riferimento per i pazienti onco-ematologici di questo territorio e non solo anche grazie alla presenza di un team di alto livello guidato dal dottor Capochiani. Data la grande rilevanza di questo servizio, abbiamo cercato negli anni di migliorare il reparto che rappresenta un’eccellenza nel panorama sanitario non solo locale – ha continuato Casani –. In questo senso davvero importante è stato il ruolo dell’associazione Ail che è da sempre supporta l’Ematologia dimostrando la sua vicinanza ai pazienti e al personale medico e infermieristico».
«Questa giornata – ricorda Alessandro Baldi, presidente Ail Livorno – dimostra quanto la collaborazione tra pubblico e privato possa portare frutti importanti. Di questo ringrazio oltre a Regione, Comune Usl, anche la Fondazione Livorno, la Banca Popolare di Milano agenzia di Livorno e la casa farmaceutica Abbvie per il supporto assicurato. Il nostro obiettivo, in tutto ciò che facciamo, è quello di migliorare il servizio ai pazienti». E a proposito delle tante iniziative dell’Ail Casani ha voluto ricordare le tre automibili donate dall’associazione per il trasporto dei pazienti, le borse di studio, i computer, i corsi di formazione.
Dopo il taglio del nastro, all’interno delle camere super protette il sindaco Luca Salvetti ha voluto ricordare l’importanza che «lavori e attenzioni verso l’ospedale attuale non si fermino in attesa del nuovo. Per questo salutiamo con soddisfazione questa nuova possibilità messa a disposizione nel reparto diretto dal dottor Capochiani grazie all’intervento dell’Ail che da sempre cura e sostiene i pazienti affetti da leucemie».
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