Gioco
Finalmente riaperto il parco di Villa Letizia che era chiuso da due anni
Livorno, ripartenza sofferta del giardino pubblico che circonda l'Università della Logistica. Traguardo raggiunto grazie al Tirreno. Carcea (UniPi) «Fruizione ok, deve essere regolamentata»
LIVORNO. Finalmente quel cancellino al civico 60 di via dei Pensieri venerdì 11 febbraio era spalancato. Una riapertura sofferta e a intermittenza che, comunque, diventa realtà anche grazie all’insistenza del giornale Il Tirreno: dopo più di due anni di chiusura dovuta alla pandemia il bellissimo parco di Villa Letizia, a due passi dal mare, torna alla città. Ai livornesi.
Quell’oasi botanica (ogni specie ha il suo cartellino descrittivo) con alberi anche secolari che circonda la storica villa ottocentesca che ospita il polo universitario della Logistica è tornata ad essere veramente pubblica. Lunedì 14 febbraio ci sarà una riunione tra tutti i soggetti interessati (UniPi, uffici Cultura e Verde del Comune) per formalizzare la definizione delle modalità di gestione del giardino di Villa Letizia come parco pubblico e come verde dedicato all'Università. Per adesso il parco è accessibile quando è aperta la facoltà universitaria.
È una bella notizia per la città tutta. Un impegno chiaro che l’assessora Silvia Viviani il 4 febbraio aveva preso con i livornesi attraverso le pagine del giornale della città. Aveva detto che a strettissimo giro il cancello di quel parco pubblico si sarebbe riaperto. E Il Tirreno qualche giorno dopo è andato a controllare. Cancellino chiuso.
Perché? Partono le telefonate ai soggetti comunali coinvolti per capire. Ok, è riaperto: rispondono. E ancora il giornale torna in via dei Pensieri a verificare. Ancora chiuso. Si torna a insistere, per capire.
Dopo un’iniziale probabile “rimpallo” di responsabilità tra i vari soggetti coinvolti, per capire a chi tocca aprire e chiudere il giardino pubblico, finalmente l'11 febbraio, sin dalla mattina, il cancellino sulla destra dell’ ingresso principale è aperto. Con grande gioia anche da parte dell'assessora Viviani. "Ce l'abbiamo fatta", commenta a caldo.
Praticamente il parco venerdì 11 febbraio è deserto. E si lascia visitare in tutta la sua bellezza. Ci sono panchine, lampioni, cestini. C’è la parte denominata “Giardino delle ombre”, con il cartello illustrativo del Comune che descrive le specie presenti. C’è quello relativo alle “Palme ed esotiche” e alla “Macchia mediterranea”. Ci sono querce, pini, acero del Giappone. C’è la rarissima Araucaria Imbricata, un esemplare varietà Budwilly: la specie botanica che arriva dal Sudamerica che ha la particolarità di fare periodicamente, pigne giganti (per sicurezza è transennata).
È una specie classificata dall’Università di Pisa come albero monumentale. Là dentro c’è un esercito verdissimo di specie arboree, arbustive ed erbacee meraviglioso. Che confina con l’altrettanto ambito ma chiuso da più di 20 anni parco della Ceschina (a aprile il Comune ha garantito l’inizio dei tanti attesi lavori per la sua riapertura).
Un polmone verde da vivere, però, con regole precise e con rispetto per chi, nella storica villa che fu fatta costruire nel 1820 dal principe polacco Ottomano Stanislao Poniatowsky, sta facendo lezione. È, infatti, da anni una “succursale” dell’Università di Pisa molto apprezzata dove si tiene il corso di laurea in Economia e legislazione dei sistemi logistici. Si legge bene sulla targa fuori dal cancello, nelle strutture ci sono anche la segreteria studenti, la biblioteca Caponi del polo universitario, gli uffici regionali di Sviluppo Toscana spa.
Come ha ribadito più volte l’assessora Viviani, la fruibilità del parco pubblico deve essere compatibile con l’attività del polo universitario.
Tutto questo sarà definito per bene nella riunione di lunedì. Intanto nei giorni scorsi sono stati ripristinati il lucchetto e la catena al cancello carrabile al numero civico 62 che curiosamente era stato rotto. Il Comune stabilisce un’apertura del parco dalle 7.30/8 del mattino fino alle 17.30.
All’interno dell’area c’è anche una colonia felina. E nel parco si staglia al cielo la torre ottagonale (l’ingresso è murato) progettata dall'ingegner Padova.
Da parte di Giovanna Carcea responsabile amministrativa del polo universitario di Villa Letizia e referente dei corsi di laurea, c’è massima disponibilità verso il Comune, ma è altrettanto forte l’esigenza di definire in maniera chiara competenze e regole rispetto alla fruizione del parco.
«Prima della pandemia – dice – il parco era aperto e non avevamo grossi problemi, capitava che comunque le persone volessero usufruire dei nostro bagni: adesso con il covid bisogna stare molto attenti a chi entra e dobbiamo seguire le disposizioni dell’ateneo».
Aggiunge: «Noi non ci opponiamo ma la fruizione deve essere regolamentata per tutelare la nostra attività universitaria. Noi siamo utenti della struttura e dobbiamo garantire sicurezza ai nostri studenti e prof: è per questi che da anni facciamo noi i piccoli lavoretti di manutenzione e segnaliamo al Comune quando qualcosa non va».
E chiude: «Lunedì ci sarà una riunione con il Comune per stabilire le modalità di fruizione del parco: ad occuparsi dell’apertura e della chiusura del parco sia prima che adesso, al momento, sono gli addetti del front office che lavorano in appalto per il Comune».
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