Gioco
Servizio civile, all'Avis in 19 per un solo posto: "Così aiutiamo i livornesi a donare il sangue"
L'associazione punto di riferimento della città è il collante fra la popolazione e il centro trasfusionale: "Con il passaparola i ragazzi apprezzano ciò che facciamo"
LIVORNO. «Se 19 persone si sono candidate per un posto con il servizio civile all’Avis è senz’altro merito dello staff dell’associazione e del passaparola dei ragazzi. Sono molto contento, il loro lavoro è importantissimo: rappresentano il collante fra il centro trasfusionale dell’ospedale e i donatori di sangue. Ne approfitto per rinnovare l’appello: chi sta bene vada a donare, c’è bisogno».
A parlare, con orgoglio, è il presidente di Avis Livorno, Matteo Bagnoli. L’associazione, in tutta la città, è la più scelta fra chi concorre per il servizio civile, il cui bando scade alle 14 di domani. Mentre alcuni progetti – in particolari quelli delle Misericordie di via Verdi e Antignano e del Volontariato internazionale donna educazione sviluppo (Vides) – fanno fatica a riempire i posti disponibili, Avis no. C’è la coda per le candidature: «Ogni anno c’è molta voglia di scoprire la nostra associazione – prosegue – e questo ci fa molto piacere. I ragazzi che vengono da noi si occupano di comunicare con il centro trasfusionale e con i donatori. Quando le scadenze si avvicinano, se c’è difficoltà, ricordiamo agli iscritti di presentarsi in ospedale, anche se devo dire che i livornesi sono quasi degli orologi, vanno a donare da soli, senza che glielo diciamo. Coprendo poi quasi l’intero bacino della popolazione donatrice, inoltre, il centro trasfusionale ci informa periodicamente sui gruppi sanguigni più carenti, così noi ci mettiamo a telefonare agli iscritti. Sono questi alcuni dei compiti dei ragazzi del servizio civile». Prima del Covid, la loro presenza al centro trasfusionale, era costante.
Ora meno: «Ma agli eventi informativi – conclude il presidente – ci siamo sempre. L’obiettivo è donare sempre di più, specialmente in questo momento in cui alcuni dei donatori sono bloccati dalle quarantene». Guariti dal Covid, fra l’altro, si può donare dopo 14 giorni, mentre dal vaccino devono passare 48 ore.
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