Gioco
Muore a 69 anni Andrea Cionini, architetto ed ex consigliere comunale
Livorno: l’ex segretario di Sinistra italiana non si era più ripreso dalla morte dell’amico Enzo Persico. Il ricordo degli amici: «Persona mite, ma decisa, è stato un grande compagno»
LIVORNO. Dopo la scomparsa del collega e amico Enzo Persico – consigliere comunale, suo compagno di studi all’Università di Firenze ed ex presidente del circolo Arci Pesca al moletto Nazario Sauro – «ha avuto un crollo da cui non si è più ripreso», raccontano i familiari. È morto a una settimana dal suo settantesimo compleanno, che avrebbe celebrato a San Valentino, l’architetto Andrea Cionini, a lungo segretario del circolo livornese di Sinistra italiana e grande tifoso della Pielle. Con suo figlio Sandro, non a caso, che ha giocato proprio nella squadra di basket cittadina.
Il dramma è avvenuto nella notte fra lunedì 7 e martedì 8 febbraio nella sua abitazione della Scopaia. Cionini lascia la moglie Antonella, il figlio e due nipoti a cui era affezionatissimo. Da due anni, purtroppo, un tumore che aveva scoperto in passato era tornato a dargli problemi, anche se fino a pochi giorni fa ha continuato a lavorare rispondendo alle mail e alle telefonate dei clienti per finire gli ultimi lavori, che progettava nel suo studio di piazza Manin. L’amicizia con Persico, cementificata e con profonde radici nel tempo, si era tramutata anche in numerose collaborazioni professionali. Un’unione totale spezzata dalla morte dell’ex professore del liceo Cecioni, anch’egli malato.
Fino al ’99, dopo essere stato eletto come rappresentante di circoscrizione, l’architetto era stato anche consigliere comunale nell’era Gianfranco Lamberti. Esponente della sinistra cittadina, aveva prima aderito a Sinistra democratica, poi a Sel e infine era stato nominato segretario cittadino a Sinistra italiana, quando la rappresentante provinciale era Simona Ghinassi. «Era un grande amico – ricorda quest’ultima – nonché una persona molto conosciuta in città, visto che in tantissimi mi hanno chiamata per chiedermi informazioni. Un bravo architetto, un grande compagno: una persona molto disponibile, innamorata di questa città e degli antichi libri di architettura». «Lo ricordo come una persona splendida – afferma Andrea Ghilarducci, con lui per molti anni nel partito – e quando diventai coordinatore di Sel mi insegnò come vedere dal punto di vista di un architetto e di un urbanista la nuova legge regionale toscana. Aveva un’idea innovativa di città, purtroppo ciò che non è avvenuto a Livorno in questi anni. Lo ricordo anche come un uomo mite e allo stesso tempo deciso». Nonostante i problemi di salute e le difficoltà a spostarsi, anche nell’ultimo periodo, l’architetto aveva continuato a rispondere ai clienti e a lavorare ai progetti: «Lo conoscevo benissimo – conclude Ghilarducci – e sì, alcune persone, mi hanno detto di averci parlato veramente fino a poche ore fa. È stato un grande professionista e un grande compagno di militanza politica». Il funerale si celebrerà alle 15.15 di martedì 9 febbraio alla camera mortuaria del cimitero della Misericordia, poi verrà sepolto nel cimitero di Salviano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
