Gioco
Mercato ortofrutta, scattano 90 giorni per decidere sulle quattro aree
Intanto il Comune va al ministero a chiedere di sganciare l’operazione dagli altri finanziamenti del bando periferie
LIVORNO. Gli uffici del Comune si sono dati 90 giorni di tempo per fare le verifiche ambientali annunciate sulle quattro aree che ora, potenzialmente, potrebbero ospitare il nuovo mercato ortofrutticolo. Quindi: via Peppino Impastato, tra il distretto Asl e il deposito dei bus; via del Crocino, ovvero l’area che era stata indicata a suo tempo dall’amministrazione M5S; il piazzale del circo di fronte al Modigliani Forum, messo sul tavolo in questi giorni direttamente da Luca Salvetti; la contestatissima area verde di via di Levante, tra Salviano e la Leccia, dove ieri in tarda mattinata il sindaco ha incontrato un bel numero di residenti e agricoltori della zona che da giorni protestano per dire no a una «nuova cementificazione».
Fra tre mesi, quindi, si saprà se il progetto del mercato andrà avanti su una di queste aree. Ma intanto nel corso del botta e risposta di ieri è venuto fuori che nel frattempo il Comune, nelle persone del sindaco e dell’assessore Gianfranco Simoncini, andrà a bussare al ministero per chiedere di sfilare questa grana del trasferimento dell’ortofrutta dal pacchetto più ampio dei progetti già finanziati dal “bando periferie”, come la ciclopedonalizzazione del controviale Italia o la ricostruzione delle case popolari alla Chiccaia, che dovranno essere tutti pronti (lavori conclusi) entro la fine del 2023. Il motivo è evidente: cercare di prendere tempo senza rischiare di perdere tutti i soldi, compresi i 5 milioni accordati per il nuovo mercato.
Si vedrà come andrà a finire questa trasferta istituzionale. Nel frattempo ieri c’è stato un primo confronto schietto in mezzo al terreno di via di Levante. Va detto subito che questa volta Salvetti non ha escluso che oltre alle quattro aree citate «ce ne siano altre, abbiamo deciso di fare un ulteriore scandaglio, siamo tornati un passo indietro». Ma allo stesso tempo ha ripetuto la frase: «Chi ha un piano B ce lo dica...». A domanda precisa di alcuni residenti, ha ribattuto che è impossibile pensare, ad esempio, agli sconfinati terreni dell’ex Trw in via Enriques: «Sono privati, quando abbiamo chiesto spazio per nuovi insediamenti, le banche proprietarie ci hanno chiesto 20 milioni di euro». E neppure al Picchianti: «È venuta in Comune una ditta che aveva bisogno di 3mila metri per fare caschi per le moto, avrebbe portato 25 posti di lavoro, ma non esiste un terreno se non vai da un privato». Insomma, «Livorno al momento non ha spazi pubblici per nuove attività».
Ecco perché alla fine non ha escluso neppure che il mercato possa restare dov’è, ma più piccolo: «Ho chiesto di vedere anche se ci sono i margini per farlo restare lì, accanto alle future 78 case popolari». Da costruire lato via Sgarallino. In questo caso dovrebbero essere rivisti un po’ piani, se è vero che nell’attuale area di Fiorentina sono previsti non solo palazzi popolari ma anche altri servizi.
Comunque l’ipotesi di «rimodulare la grandezza» del futuro mercato appare ora in piedi («ne parlerò con gli operatori») indipendentemente dall’area. Davanti al PalaModì, per esempio, l’area è grande circa 10mila metri, ed è chiaro che i 18mila previsti andrebbero rivisti.
Ci sono, insomma, ancora tanti punti interrogativi. Mentre ieri i residenti della Leccia e di Salviano sono stati chiarissimi: «Qui non si deve costruire». «Salviano negli anni – ha riassunto Davide Pannunzio – è stata oggetto di una grande cementificazione, in parte ancora incompiuta se si guarda al Borgo di Magrignano. Abbiamo lottato contro la discarica al Limoncino, ora arriva questo nuovo insediamento in un’area verde. Dopo l’alluvione la Regione è anche intervenuta per mettere in sicurezza il territorio: si vuole cementificare ancora?». «Lei si prende la responsabilità di eventuali nuove tragedie se si continua a cementificare?», ha incalzato poi Michela Spadacci. «Io mi prendo responsabilità tutti i giorni e ogni volta che scende una goccia d’acqua», è stata la replica di Salvetti: «Il progetto, ovunque sarà, dovrà essere attentissimo alla sicurezza». I residenti hanno rumoreggiato quando il sindaco ha detto che «i rilievi fatti fino a qui non hanno mostrato problemi dal punto di vista dell’inquinamento acustico perché le case sono lontane». Non ci sta, ad esempio, chi vive in via Merli o in via Guadalajara.
Su un punto politico si è poi soffermato più volte il sindaco: «Questa sulle carte urbanistiche non è un’area a verde ma a servizi. È così dal 1999 ed è stata confermata dal M5S anche nel 2019, che si sappia. Quindi se decideremo che non ci andrà il mercato, tutte le forze politiche dovranno essere d’accordo nel metterla a verde, o ci prendiamo in giro...». All’incontro era presente anche la capogruppo di BL, Valentina Barale: «Ma è pur vero che in questi due anni non avete cambiato niente, neppure al Nuovo Centro, dove si costruirà ancora e la maggioranza ha votato a favore». Salvetti: «Ma in realtà ha votato per costruire meno di quanto già autorizzato. Facile venire a fare la barricadera». E lei: «La faccio e la farò anche in consiglio...».
Per ora il confronto a Salviano si chiude qui. Con l’impegno tra sindaco e residenti a rivedersi tra quindici giorni.
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