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La storia di Floriana: «Io, invalida al 100% lasciata completamente sola»
Da qualche giorno ha perso il servizio di supporto di cui usufruiva da un anno. «Non so più come fare»
Livorno. «Non riesco a fare la spesa, non riesco a cucinare e non riesco a pulire. Non posso fare niente di tutto questo da sola e adesso ho perso il servizio di accompagnamento. Per me era come ossigeno. Sono disperata. Spero che qualcuno riesca ad aiutarmi». Floriana Tinucci ha 54 anni e vive da sola a Livorno, in una casa messa a disposizione dal Comune per l’emergenza abitativa che si trova nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Ha deciso di raccontare la sua storia perché dice di essere in grande difficoltà. E afferma che in queste condizioni non può più andare avanti. Il suo è un grido d’aiuto. Il grido di qualcuno che spera in un cambiamento considerato vitale.
«Sono invalida al 100 per cento – spiega Tinucci –. Sono cardiopatica e ho problemi a gambe e braccia, in particolar modo alle mani». Non riesce, dice, a fare praticamente niente senza che qualcuno la aiuti. A causa di un problema di mobilità che le rende difficile ogni piccolo gesto quotidiano. «Non posso nemmeno lavarmi. Figurarsi preparare il pranzo o rifare il letto». La giornata della signora Floriana è scandita da una faticosa quotidianità. «La maggior parte del tempo lo trascorro in casa – spiega –. Poi scendo le scale e vado al bar qui sotto. La barista mi aiuta col pranzo, ma non posso mangiare sempre in questo modo. Oltretutto faccio anche molta fatica a camminare».
E da qualche giorno la vita, per lei, è diventata ancora più complicata. «Fino alla settimana scorsa mi davano una mano. Venivano delle persone a casa tre volte a settimana. Mi accompagnavano a fare la spesa, cucinavano per me e si occupavano delle pulizie di casa». Tinucci dice che si trattava di un servizio fornito dal Comune, tramite richiesta degli assistenti sociali, per cui «avevo fatto domanda un annetto fa compilando dei fogli. Ma da alcuni giorni, per qualche motivo, queste persone non vengono più ad aiutarmi. Per me averle qui, anche se tre volte a settimana, era molto importante».
Tinucci, dunque, adesso si trova in difficoltà. Perché è sola, non indipendente e dice che le manca la terra sotto i piedi. Aveva anche pensato di assumere qualcuno, ma «non posso permettermelo. Guadagno solo 500 al mese riscuotendo l’assegno di invalidità. E non sarei in grado di pagare, oltre a spese e bollette, anche qualcuno che mi prepari il pranzo, faccia le pulizie e mi accompagni fuori». La speranza di Tinucci, adesso, è quella di riuscire a recuperare un aiuto che per lei si è dimostrato vitale. In modo tale da avere di nuovo la tranquillità di un pasto caldo e di un letto pulito e sistemato.
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