Il Tirreno

Livorno

Travolta a 17 anni da un’auto pirata: risarcita sette anni dopo l’incidente

Stefano Taglione
Il semaforo di via della Cinta esterna (foto d'archivio)
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Il semaforo di via della Cinta esterna (foto d'archivio)

Livorno: lo schianto avvenne al semaforo di via della Cinta esterna. La giovane ha dovuto fare causa al Fondo vittime della strada

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livorno. Fu travolta da un’auto pirata mentre stava ripartendo in scooter dallo stop al semaforo di via della Cinta esterna. Sette anni dopo l’incidente, per la ventiquattrenne livornese Stella Dervicani che allora aveva appena 17 anni, arriva il risarcimento da parte del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

La ragazza, il 28 ottobre 2015, era stata accompagnata al pronto soccorso con ferite al mento, all’addome e al polso sinistro. Lesioni che il tribunale ha quantificato a livello sanitario in 19.343,41 euro, con il giudice Carlo Cardi che ha condannato Unipolsai – in qualità di assicurazione designata – a ripagare la giovane, assistita dall’avvocato Alessandro Bassoi, anche delle spese di lite per altri 5.072 euro. Purtroppo il conducente che scappò non fu mai trovato, per questo alla ricerca della giustizia la famiglia si è dovuta appellare allo Stato.

Sul posto non intervennero né le ambulanze del 118, né la polizia municipale. Ma dopo il trasporto al pronto soccorso da parte dei parenti, gli stessi familiari hanno iniziato il duro percorso di riconoscimento del danno causato dall’automobilista, che oggi non ha subìto alcuna conseguenza penale, visto che nessuno sa chi sia (i testimoni hanno parlato solamente di una Fiat Punto scura). Rivolgendosi al tribunale per ottenere un risarcimento dal fondo istituito ad hoc. Fondamentale sia la testimonianza della sorella, che quella di un imprenditore livornese. Si tratta di Fortunato Larocca, il proprietario dell’officina “Fuorigiri”, che si trova proprio vicino al luogo dell’incidente e che ha poi riparato lo Scarabeo.

«Non conoscevo la ragazza – sono le parole del carrozziere riportate nella sentenza – Confermo la dinamica del fatto, che ho visto bene perché ero alla guida del mio furgone dietro la Fiat. La collisione avvenne all’altezza della curva che si trova su via della Cinta esterna tra il semaforo dell’incrocio di via Orlando e il ponte di Santa Trinita, e avvenne tra lo specchietto di destra dell’auto e lo scooter. Fui io a propormi di riparare il motorino e lo caricai sul furgone. Ho fatto dei piccoli interventi per renderlo viaggiante (per un corrispettivo di 200-250 euro), ho restituito il mezzo alla Dervicani e con riserva di eventualmente fare gli ulteriori interventi di riparazione».

Anche la sorella ha testimoniato: «Non ho pensato di chiamare i vigili – si legge nel verbale – perché era urgente accompagnarla in ospedale. Quando sono arrivata c’era un ragazzo che si era fermato per prestare soccorso, lui mi disse che aveva visto un’auto urtare lo scooter. Mi disse che mia sorella era ferma al semaforo, con direzione verso il mare. E che quando è scattato il verde lo scooter è stato colpito da retro da un’auto che era anch’essa in attesa del verde».

Il risarcimento è stato quantificato tenendo conto – scrive il consulente tecnico – del «trauma al mento con ferita lacero-contusa paramediana destra e consensuale sollecitazione distorsiva all’articolazione temporo-mandibolare controlaterale» e di «una frattura dell’apofisi stiloide del radio di sinistra». Novanta i giorni di prognosi, «di cui 30 al tasso del 75 per cento, 30 al tasso del 50 per cento e trenta al 25 per cento», si legge sempre nella sentenza. «La decisione – è l’unico commento del legale – mi sembra eccellente».

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