Il lutto
«Aggressioni ai postini»: la mappa livornese degli uffici più a rischio
Livorno, lavoratori dell’azienda sotto organico e oggetto di episodi di violenza. Il sindacato Cisl Slp: «Abbiamo chiesto i vigilantes»
LIVORNO. «Aggressioni, insulti e minacce sono all’ordine del giorno. Ma noi facciamo solo rispettare le regole». Paolo Panattoni, neo responsabile provinciale Cisl Slp, si schiera in difesa dei lavoratori livornesi di Poste Italiane, sempre più presi di mira; specialmente le lavoratrici.
«In tutta la provincia, su all’incirca 200 unità di personale, partiamo con 50 pensionamenti non rimpiazzati», spiega il sindacalista per giustificare le condizioni del servizio. Una situazione «aggravata dalle problematiche Covid, fra quarantene e genitori a casa per seguire i figli in Dad».
La goccia che ha fatto traboccare il proverbiale vaso è la recente introduzione dell’obbligo di Green pass per accedere agli sportelli. Giusto alla fine del mese di gennaio, le tre sigle sindacali regionali (Cgil, Cisl e Uil) avevano siglato un comunicato congiunto chiedendo ai cittadini sprovvisti della certificazione di evitare di provare ad entrare negli uffici postali, premettendo che – proprio in tal caso – sarebbe stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
«Le zone più critiche della città sono l’ufficio centrale di via Cairoli e le due filiali di San Marco e di piazza Dante», puntualizza Panattoni. Le stesse tre strutture dove, nel corso del 2021, si erano verificati gli episodi più gravi: «Alle Poste centrali ci fu un’aggressione fisica, in piazza Dante dovettero intervenire i carabinieri per consentire agli impiegati, barricati all’interno, di uscire in sicurezza», ricorda.
«Come sindacato abbiamo richiesto maggiori controlli implementando servizi di vigilanza privata – racconta ancora – ma deve passare il messaggio che noi non siamo il legislatore, che non c’è nessuna correlazione in questo senso: l’azienda, come ogni altra, si attiene alle disposizioni governative».
E se da un lato sono le restrizioni a limitare l’accesso dell’utenza negli uffici, causando una iniziale insofferenza da parte di alcuni utenti, dall’altro una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare da un percorso di assunzioni.
Proprio all’inizio dell’anno, Poste Italiane ha autorizzato in Toscana l’ingresso, tra assunzioni e proroghe, di 392 addetti al recapito a tempo determinato, mentre dal 1° marzo verranno assunti 62 portalettere a tempo indeterminato: 10 dei quali sull’intera provincia labronica.
Il segretario tira quindi le somme: «Da questo punto di vista gli uffici più esposti sono gli stessi, con l’aggiunta della filiale di Ardenza. Adesso ci sono in programma incontri a livello centrale, e confidiamo – conclude – che il piano delle assunzioni sarà strutturato secondo un programma di reintegro per colmare le carenze; specialmente agli sportelli».
Gli aspiranti portalettere, invece, hanno tempo fino a un minuto prima della mezzanotte di oggi per candidarsi alla nuova tornata di assunzioni a tempo determinato: basta andare su www.posteitaliane.it e cliccare su “lavora con noi” e “posizioni aperte”. 20 i posti disponibili.
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