Gioco
Il piastrino perduto del soldato: ritrovato dagli amici cercatori
Livorno: la caccia al proprietario fra Bibbona e Volterra, tra i libri di storia e le pagine web. La medaglietta della Seconda Guerra Mondiale verrà restituita alla famiglia
LIVORNO. La medaglietta in ottone, aggredita dal tempo, è sepolta sotto pochi centimetri di terra. Ma ancora si leggono, stampigliati, nome e cognome, anno e località di nascita, nomi dei genitori, matricola, numero identificativo del distretto: 1922, 8356.(102).6, Caramelli Vatinio, di Silvano e Bertini Nella, Livorno.
«Sabato mattina, intorno alle 7,30, io e Franco Bacci siamo andati su per i boschi al Limoncino, dove sapevamo che, durante la Seconda Guerra Mondiale, erano stanziate truppe americane, inglesi e italiane», racconta Francesco Nelli, appassionato di cimeli militari e cercatore per passione: «Due minuti a piedi fra gli alberi, il tempo di accendere il metal detector ed ecco il piastrino».
Nelli e Bacci inizano allora una nuova ricerca, incrociando pagine antiche di registri militari con quelle digitali dei social media. Ed è nel regno digitale che spunta un indizio, che intreccia i fili con Bibbona e Volterra tingendosi del verde dei campi da calcio. «Ci siamo imbattuti in un articolo di volterracity.com (“L’attività minore al campo di San Giusto”, di Elio Pertici), in cui si racconta la storia delle squadre giovanili dell’epoca», prosegue Nelli. E nella formazione dell’istituto tecnico commerciale figura, nel ruolo di attaccante, proprio Vatinio Caramelli. I pezzi vanno al loro posto, ma ancora manca la conferma definitiva.
E continua: «Fabio è stato contattato da un conoscente, il quale gli ha detto che probabilmente conosceva un parente di Caramelli. Abbiamo telefonato e…».
All’altro capo della linea risponde, in perfetto accento fiorentino, Silvia Caramelli; la figlia di Vatinio. «Ci ha confermato tutto. Il fatto che il padre, scomparso negli anni Ottanta, era nato a Bibbona e aveva studiato a Volterra», racconta ancora Nelli, che ora vuole pareggiare i conti con l’amico Bacci; sfidando la legge: «La nuova circolare impone di restituire i piastrini ai Carabinieri, perché sono di proprietà del ministero della Difesa. Quando Franco – prosegue – ne rinvenne uno poté restituirlo alla famiglia. Anche in questo caso vorremmo organizzare una riconsegna formale alla figlia di Caramelli».
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