Gioco
Rubano il forklift e sfondano quattro pareti capannoni razziati in via Mondolfi - Foto
Livorno, nel mirino alcune delle attività commerciali e artigianali Ciolli (autofficina): «Rubati strumenti per oltre 9.000 euro»
LIVORNO. Hanno usato una specie di carrello elevatore per bucare le pareti. Hanno buttato giù un muro, poi altri tre. E, una volta dentro, hanno rubato attrezzi da lavoro e due strumenti elettronici utilizzati per la diagnostica. A finire nel mirino dei ladri, lo scorso fine settimana, alcuni capannoni di via Mondolfi. «Sono entrati nella mia attività forzando una delle porte posteriori, lato ferrovia – racconta Marco Bonetto di Bonsignori Vernici, proprietario di uno dei capannoni oggetto del colpo –. Poi, presumibilmente usando il forklift, hanno abbattuto quattro pareti. Due per entrare nella Novamatic, con cui confiniamo. E altre due per tentare di entrare da Lippi arredamenti e all’autofficina».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.41187293:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.41187293:1654864834/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dal primo capannone i ladri non hanno preso niente. «Non c’era nulla da rubare – spiega Bonetto –. Ci trasferiremo lì tra un po’ di tempo e per adesso quello spazio è vuoto. Avevamo appena finito di imbiancare». Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i dipendenti di Lippi arredamenti. «Da noi non sono entrati, anche se hanno fatto il buco su una parete – fanno sapere dall’azienda –. All’inizio non avevamo realizzato, ci sembrava che fosse esploso qualcosa». Poi però, vedendo tutte quelle pareti sfondate, si sono resi conto di cosa fosse successo. «Non capiamo il motivo di organizzare un furto così articolato in un luogo in cui era abbastanza evidente che i ladri non avrebbero trovato oggetti preziosi».
Realizzato l’accaduto, dalla Lippi arredamenti hanno avvisato alcuni dei dirimpettai. Ed è partita la chiamata al 112. In via Mondolfi sono arrivate le guardie particolari giurate del corpo Vigili giurati e le volanti della polizia di Stato, affiancate dai colleghi della scientifica. «Noi abbiamo il sistema d’allarme, ma è collegato alle porte. Non potevamo certo immaginare che qualcuno sarebbe potuto entrare sfondando le pareti. Ma a questo punto dovremo attrezzarci, che le devo dire». Maurizio Ciolli è il titolare dell’autofficina di via Mondolfi, il cui capannone è quello che ha risentito maggiormente, in termini di refurtiva, dell’azione dei ladri. «Hanno spaccato gli oggetti in ufficio e hanno buttato all’aria tutto – racconta Ciolli –. Sicuramente ci hanno rubato due computer per la diagnostica e un po’ di batterie. Per ora stimiamo un danno di 9.000 euro, ma dobbiamo capire che cosa esattamente ci abbiano rubato». Nei prossimi giorni i diretti interessati dovrebbero sporgere denuncia. Secondo quanto ricostruito grazie ad alcuni filmati, i ladri (quattro) sono entrati nel primo capannone dopo la mezzanotte per poi sfondare da Ciolli intorno alle 2.30 e fuggire una ventina di minuti dopo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
