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Caos in via Roma, il questore: «Un piano per la movida con la presenza degli imprenditori»
Livorno, la polizia di Stato proseguirà i controlli: «In quelle ore il personale era impegnato in un’operazione antidroga. Episodi non più tollerabili»
LIVORNO. «In via Roma e via Cambini, mi pare evidente, stavolta si è superato il limite. Sono accaduti episodi non più tollerabili e ora occorre la responsabilità di tutti. In vista della stagione calda, con più persone in giro, certamente le forze dell’ordine devono adottare dei progetti di cui parte si è già parlato insieme al Comune e agli imprenditori, che non possono ignorare i potenziali problemi di ordine pubblico. Lo dico anche in previsione dell’apertura della discoteca in centro di cui si parla. Nel caso di specie, sabato scorso, molti nostri uomini e donne erano impegnati in un’operazione antidroga, un altro tema importante per la città, e intervenendo nell’emergenza come abbiamo fatto non potevamo certo entrare con una volante in via Cambini».
A parlare è il questore Roberto Massucci, che spiega la strategia che verrà adottata in futuro dalla polizia e dalle altre forze dell’ordine nelle zone della movida, come appunto via Cambini, ma anche nel quartiere della Venezia e sul lungomare. Prevenzione, in primis, e se servirà repressione. Come fatto in passato, del resto, in altre zone della città.
Questore, verranno organizzati altri servizi di ordine pubblico nelle prossime settimane nella zona di via Roma e via Cambini?
«In questa prima fase certamente sì. Li faremo. Ho più volte auspicato tolleranza anche da parte degli abitanti della città, ma è evidente come quanto accaduto sia intollerabile. Gli abitanti hanno ragione a lamentarsi».
E in futuro?
«In futuro quest’area va messa a sistema di una progettualità che deve riguardare anche altre zone della città. Sappiamo bene quali siano, quindi dobbiamo agire insieme al Comune e anche agli imprenditori coinvolti. Inutile dicano che non sia u problema loro, perché è di tutti e ognuno deve fare la propria parte».
Un progetto per evitare gli interventi repressivi?
«La repressione, lo dico sempre, non è la strada giusta. Livorno non la merita e si deve puntare a stimolare la responsabilità delle persone. Non parlo tanto degli assembramenti, non è quello il punto, anche perché dal punto di vista giuridico non è neanche semplice sanzionare gli assembramenti».
I controlli continueranno anche in futuro?
«Sì. Però è chiaro che senza un progetto condiviso appena lasci una zona per controllarne un’altra rischi che poi si ripresentino gli stessi problemi. Bisogna puntare in alto. I cittadini devono essere coinvolti e servono ragionamenti complessivi con imprenditori, Comune e prefettura».
Sabato scorso era difficile intervenire di fronte a 600 persone?
«Sì, non possiamo pensare di mandare gli agenti in mezzo a così tante persone. Rischieremmo la loro incolumità e quella dei giovani, provocando potenzialmente problemi ben peggiori. È stato fatto un controllo a distanza, con i lampeggianti: i poliziotti, con la loro presenza, hanno evitato che la situazione degenerasse».
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