Gioco
"Pronto? Cerco il dottor Verdi, è indietro con l'affitto". Gli aneddoti più curiosi raccolti all'Urp dell'ospedale livornese
E c'è anche chi ha scambiato l'Usl con l'Unione sportiva Livorno. "Quanto costa il biglietto per la partita di domenica?"
Dopo tanti anni all’ufficio relazioni col pubblico dell’ospedale, Franco Marianelli, giornalista e nostro collaboratore, è andato in pensione. Ecco di seguito un insieme di aneddoti raccolti dalla sua postazione privilegiata nell’atrio degli Spedali Riuniti.
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Quando la ragazza del servizio civile mi disse che nel corridoio dell’ospedale c’era un signore che chiedeva informazioni sulla prassi per richiedere una lavatrice, detti per scontato che la giovane avesse capito male: in tanti anni di servizio all’Ufficio Relazioni con il Pubblico quesiti strani ne avevo raccolti ma questo era oggettivamente insolito. E invece…: “Mia moglie necessiterebbe di un frigo per conservare le medicine”, mi disse e alla mia doppia obiezione sul tema, ovvero che il frigo di casa sua sarebbe andato benissimo e sul perché invece mi chiedesse, curiosamente, una lavatrice mi rispose senza imbarazzo alcuno: “Perché il frigorifero ce l’ho già”.
Ci vorrebbero dieci tomi della Treccani per raccontare le curiosità che si conservano fra le mura di un Urp e qui possiamo fare appena un condensato scegliendo le top. Come quando un signore ci fece perdere un sacco di tempo per rintracciare un medico e quando gli chiedemmo il perché della sua necessità lui candidamente ci confessò: “È tre mesi che non paga la rata del garage”.
Perplessità poi quando c’è chi ti chiede dell’ambulatorio “delle ferite facili” confondendolo con quello (effettivamente esistente) delle “difficili”. Poi il signore che ci chiamò da Campobasso per avere informazioni sullo stato di una pratica relativa alla Usl molisana. “Ma perché chiama noi?”. “Perché all’Urp di Campobasso non mi risponde nessuno e su internet ho trovato il vostro numero…”.
Se è per questo un’altra volta, confondendo l’acronimo Usl per “Unione Sportiva Livorno”, ci chiesero lumi sui biglietti per la partita degli amaranto. E poi le chiamate per l’eccessiva fila alle poste, per le canne davanti casa che toglievano l’aria, per le deiezioni di topi nel giardino del vicino e il gallo del vicino che cantava tutto il giorno.
Non mancano gli utenti con oggettive problematiche di tipo psichiatrico come il signore che ci chiese lumi sull’ufficio che per conto della Usl si occupasse di inquinamento elettromagnetico. La domanda mi sembrava pertinente ma al successivo mio quesito(“Mi dica intanto qual è il suo effettivo problema”) dalla risposta si evinse un disagio: “Ieri sera mangiavo una pizza a Vada e dalla vicina sala giochi mi sono reso conto che si irradiavano onde verso la mia forchetta…”. Non sapendo come gestirlo, vigliaccamente gli suggerii di rivolgersi all’Urp dell’Arpat e ancora nutro rimorso nei confronti dei quei colleghi.
Poi gli “utenti seriali”, come li chiamavamo noi, ovvero persone con disagi come sopra che in realtà avevano solo la necessità di parlare con persone che le stessero ad ascoltare. Come un ex frate che ci parlava di miracoli da lui effettuati in Terrasanta o la signora che ce l’aveva con le assistenti sociali di una determinata zona della provincia di Livorno sapendo per certo come fossero tutte sataniste e rimanendo perplessa sul fatto che io non lo sapessi.
Poi alcune vere e proprie freddure: “Scusi la radiologia?” .”Primo corridoio a sinistra”. “Sia più preciso per favore sa sono di Lucca…”.
“Scusi l’ortopedia? ” . “Primo corridoio a sinistra”.”Ok ma se volessi andare a destra? ”.
Poi ci sono quelli che hanno una grossa considerazione della nostra città: “Ho un appuntamento per... ma non so in quale ospedale livornese mia moglie mi abbia prenotato questa visita”.
Ricordo poi il cinismo di un genero che, volendo disdire un ausilio ortopedico per la suocera, si giustificò dicendo: “Tanto ce n’ha per tre…”. Ah, a proposito: se sentiste rumori di fuochi d’artificio provenienti dall’ospedale non trattasi dell’approvazione del nuovo contratto dei dipendenti ma dell’effettuazione di prove che, nella certificazione medica sarebbero state “spirometriche”, ma per l’interessato “pirotecniche”.
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