Gioco
Viaggio nella terra di nessuno tra Coteto e Levante: «Qui i ragazzi rischiano la vita, qualcuno intervenga»
Tour accanto al rio Maggiore, dove i residenti portano i cani a spasso tra rifiuti e pozzi a cielo aperto
Livorno. Droga, rifiuti e trappole mortali a due passi dal quartiere residenziale, proprio lungo la via che i cittadini percorrono a piedi per raggiungere il centro commerciale. E nella terra di nessuno, fra Coteto e Levante, scoppia la protesta: «Ci metto il nome e la faccia perché tutti, finora, se ne sono lavati le mani. Ma prima o poi ci scappa la disgrazia». A parlare è Simona Norfini: «Ogni giorno porto a spasso la mia cagnolina nell’area verde in cui si entra da via Campania (all’angolo con viale Alessandro Lotti e via Bedarida), accanto alla ferrovia. Il percorso è molto comodo per noi tutti perché è l’unico collegamento diretto fra Coteto a Parco Levante, visto che sbuca dove Aci sta costruendo: sotto il cavalcavia in largo Vera Funari Modigliani, di lato a Decathlon».
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La comodità, però, diventa ben presto uno slalom fra il degrado. «Il campo è abbandonato. Nel fossato abbiamo trovato batterie delle automobili e luci al neon. La rete che separa dai binari è, in alcuni punti, caduta, e non voglio immaginare cosa potrebbe succedere se un ragazzino andasse a riprendere il pallone calciato dall’altra parte», prosegue. Perché il campo, infatti, è frequentato da diversi giovani. «Appena passato il ponticello in legno si incontra una ex officina fatiscente e semidistrutta. Alcuni ragazzi ci vanno a fare le scritte con le bombolette. Accanto si continuano ad abbandonare scarti dell’edilizia, compresi quelli che a noi sembrano rifiuti speciali», continua ancora la residente, preoccupata anche perché «nell’area c’è una serie di pozzi a cielo aperto, e spesso ci troviamo, appoggiate di lato, delle tavole di legno usate come rampe per le biciclette».
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E i residenti, ogni tanto, cercano di sistemare le cose. «I pozzi li tappiamo noi per evitare che ci caschi dentro un cane o qualcuno, ma qui nessuno controlla né viene a fare pulizia», insiste Norfini. Anche perché «non si capisce di chi sia quest’area, che pure si trova proprio dietro alle case nuove di Levante. Aamps di sicuro non passa, abbiamo chiamato i vigili urbani ma non siamo riusciti a venirne a capo. E, anche ad andare in Comune, non sapremmo a chi rivolgerci».
Oltre alla preoccupazione, però, si aggiunge la paura. «Dietro al canneto, qualcuno ha falciato le erbacce ricavandosi un “salottino” (c’è anche il filo dei panni) arredato con delle sedie che qualcun altro aveva buttato via poco lontano. È frequentato, e temiamo che c’entri la droga», indica la donna, che infine si sfoga: «Quando venne l’alluvione, sette persone morirono a causa della tombatura dei corsi d’acqua (qui siamo proprio sopra al rio Maggiore), ma anche perché non erano state fatte le pulizie degli argini. Chiediamo che si intervenga al più presto, ma – conclude – anche se tanto faranno come in passato: chiuderanno il ponticello ma terranno aperto l’accesso per i residenti dall’altra parte (sempre su via Campania, all’incrocio con via Piemonte)».
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