Il Tirreno

Livorno

Sequestrati oltre 3.000 maglioni contraffatti dell'Aeronautica militare

Alcuni dei maglioni sequestrati
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Alcuni dei maglioni sequestrati

Livorno, intercettata una spedizione arrivata in porto dalla Tunisia: valeva 92mila euro. L'importatore denunciato per introduzione nel territorio dello Stato di merce contraffatta e per ricettazione

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LIVORNO. Oltre tremila maglioni dell'Aeronautica militare contraffatti spediti dalla Tunisia. Li hanno scoperti, sul porto di Livorno, i funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. "La partita di merce, costituita da 77 colli del peso di una tonnellata,  contenenti 3.068 maglioni misto lana e acrilico - spiegano dall'ente - è stata dichiarata all'ufficio di Livorno e selezionata dall’analisi dei rischi operata a livello centrale dal circuito doganale per il controllo documentale elevato poi a verifica fisica dal reparto controlli allo sdoganamento a seguito di un accurato esame della documentazione".

Grazie all’approfondita verifica della spedizione è stato possibile accertare la presenza del noto logo "aquila turrita" proprio e identificativo di tutti i piloti delle forze armate e in particolare simbolo del marchio, tutelato a livello unionale, dei prodotti di Aeronautica militare. I dubbi riguardo alla probabile contraffazione e usurpazione del marchio sono stati confermati dalla perizia del titolare del marchio.

Conseguentemente "i funzionari hanno proceduto al sequestro dell’intera partita di 3.068 maglioni. Il sequestro preventivo d’urgenza del carico di maglioni contraffatti è stato condiviso dal pubblico ministero che ha richiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del provvedimento e il conseguente sequestro della merce". Lo stesso gip, confermando la necessità della misura adottata, ha "accolto la richiesta ed emesso il decreto di sequestro preventivo dei maglioni. Sotto il coordinamento della locale procura, il reparto antifrode ha presentato notizia di reato nei confronti del legale rappresentante della società importatrice per i reati di introduzione nel territorio dello Stato di merce contraffatta e di ricettazione". Si può "stimare che gli articoli contraffatti, una volta destinati alla vendita, avrebbero avuto un valore complessivo non inferiore a 92 mila euro", concludono dall'Agenzia.

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di Redazione web