Gioco
Ciclostazione a Livorno, via ai lavori dopo otto anni
Il progetto per riconvertire il parcheggio coperto dei motorini era stato presentato nel 2014. Nel 2021 la prima ordinanza
LIVORNO. La ciclostazione da 450 mila euro in piazza Dante inizia, finalmente, a ingranare.
Attrezzata per la sosta di circa 300 biciclette, illuminata e sorvegliata, preannunciata dalla giunta Nogarin (dal primo assessore alla mobilità Giovanni Gordiani, per la precisione), progettata e poi ripresa (senza spostare una virgola) da quella Salvetti, doveva essere completata in 180 giorni dall’avvio dei lavori, fissato per il 27 luglio 2021.
Il taglio del nastro della ex tettoia dei motorini era quindi previsto per oggi, ma l’area è ancora interdetta; e dei lavori neanche l’ombra. «In piazza Dante abbiamo avuto dei problemi di natura tecnico-amministrativa con la ditta incaricata di eseguire i lavori», racconta l’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello, spiegando che «se da un lato il Covid ha rallentato tutto, dall’altro è emersa la necessità di effettuare ulteriori verifiche».
Qualcosa, però, si muove.
In zona Cesarini, precisamente lunedì, sull’albo pretorio del Comune compare il rinnovo dell’ordinanza che prevedeva l’istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata sul cantiere di piazza Dante e il restringimento di carreggiata nella zona circostante.
E, infatti, Cepparello conferma: «In tempi molto rapidi, già nelle prossime settimane, prenderà il via l’operazione di sabbiatura sotto la tettoia». Il passaggio successivo sarà quello di rifare la pavimentazione, dissestata in più punti.
Nei mesi scorsi era scattato il divieto di sosta per i motorini, spostati negli stalli circostanti fra le proteste degli scooteristi rimasti senza un riparo per i propri mezzi. Anche la rastrelliera con le bici condivise (il bike sharing) era stata tolta e ricollocata poco distante, sempre a ridosso della stazione ferroviaria.
L’ordinanza prevedeva anche la possibilità di interdire al passaggio anche un’area più estesa, in via temporanea; e così conferma la determinazione che ne sancisce il rinnovo.
La struttura, che risale al 1915, verrà quindi completamente ristrutturata. L’area sarà illuminata e videosorvegliata (con tanto di allarme collegato a un istituto di vigilanza privato), e al suo interno accoglierà un box-officina per il quale bisognerà individuare un gestore che dovrà effettuare piccoli lavori di manutenzione e riparazione dei mezzi. «Diventerà un presidio di sicurezza nella zona della stazione», aggiunge l’assessora.
Una volta completata, i ciclisti avranno la possibilità di accedervi con un abbonamento o un biglietto una tantum. Non sarà però un deposito, bensì un parcheggio giornaliero da utilizzare – in sostanza – negli orari di arrivo e partenza dei treni; il gestore avrà anche facoltà di rimuovere un mezzo dopo 10 giorni di sosta consecutivi.
La ciclostazione sarà anche un tassello fondamentale nel mosaico della mobilità alternativa (pochi giorni fa potenziata con il nuovo servizio di condivisione delle auto elettriche), specialmente per i pendolari da e verso Livorno.
Il percorso ciclabile dalla stazione al centro è già bello e pronto. Con la colossale eccezione di via De Larderel (tra gli amici Fiab è nota come “la striscia di Gaza”).
«La realizzazione della pista ciclabile è in cima alla lista, insieme alla ciclostazione che verrà collocata al posto del parcheggio coperto dei motorini di piazza Dante», dichiarava Gordiani. Era il 27 settembre 2014, un sabato.
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