Gioco
In Accademia un bassorilievo dedicato a santa Elizabeth Seton
Con don gino franchi, il biografo della religiosa
livorno. Non potrebbe esserci periodo più attuale di quest’emergenza pandemica per ricordare la figura di Elisabetta Anna Bayley Seton, che agli inizi dell’Ottocento arrivò a Livorno con il marito William: rimasero nel lazzeretto che sorgeva là dov’è ora l’Accademia Navale in seguito a una epidemia di febbre gialla, il coniuge morì e la donna sperimentò attraverso la famiglia Filicchi la generosità dei livornesi. Per iniziativa di papa Paolo VI diventerà la prima santa americana, a Livorno le è stata dedicata una parrocchia.
Il sacerdote che l’ha guidata per oltre 40 anni, don Gino Franchi, decano dei preti livornesi, è diventato uno dei più profondi conoscitori della vita di questa figura (ha scritto vari libri). È stato il promotore dell’iniziativa che si è tenuta all’Accademia Navale nei giorni scorsi: nella cappella dell’istituzione militare si è svolta la cerimonia di donazione (e benedizione) del bassorilievo realizzato in ricordo di santa Elisabetta Anna Bayley Seton dallo scultore Costantino Giannetti.
Oltre a don Gino Franchi, erano presenti il vescovo ordinario militare per l’Italia monsignor Santo Marcianò, il comandante dell’Accademia Navale, ammiraglio di divisione Flavio Biaggi, accompagnato da una rappresentanza di allievi. Il bassorilievo in bronzo raffigura la santa attorniata dai cadetti dell’Accademia Navale, sullo sfondo la facciata del prestigioso istituto di formazione, un veliero e una torre che ricorda la città di Livorno.
Com’è stato sottolineato nel corso della cerimonia, il lazzaretto – al posto del quale, come detto, sorgerà in seguito l’Accademia Navale – è stato «un passaggio fondamentale nella vita della santa»: è stato il contatto con la nuova realtà in Europa, è stato lì che ha dovuto affrontare la morte del marito (ma anche l’aiuto di Livorno, che aveva appena conosciuto e che la porterà ad abbracciare il cattolicesimo), è stato lì che ha trovato «il coraggio e la forza per resistere alle avversità della vita».
È stato ribadito, ripercorrendo la figura di questa donna, che «il profondo senso del donarsi al prossimo e alla comunità, unitamente ai valori virtuosi che ne hanno animato la vita, trovano un profondo parallelismo con i valori custoditi e insegnati ancora oggi in Accademia Navale».
Vale la pena di segnalare che è stata appena data alle stampe per i tipi di Editasca la seconda edizione di “Il viaggio in Italia”, che contiene le lettere e i diari della santa Seton: un lavoro curato da don Gino Franchi nel bicentenario della morte della religiosa, che aveva alle spalle una esperienza di moglie e madre (5 figli).
Nella prefazione, il sacerdote livornese di origini gabbrigiane ripercorre la propria parabola esistenziale fin da quando nel ’65 monsignor Emilio Guano gli affidò la realizzazione di «una parrocchia ancora inesistente» in piazza Lavagna, a due passi dall’ospedale. Don Gino Franchi rievoca i vari passaggi per dar vita a quel sogno, compresi gli aiuti ottenuti da Oltreoceano grazie alle successore di santa Seton: fino alle opere d’arte di Eric Aman e di Paolo Maiani. Nel libro viene piubblicata anche la lettera che Carlo Azeglio Ciampi invia in risposta alla prima edizione del carteggio di santa Seton: in queste pagine – dice – si narra «anche di una comunità coesa in nome di un ideale di solidarietà» e hanno «ancora qualcosa da dire alle nostre comunità».
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