Gioco
Sabato sciopero in porto, l’Authority non ci sta
Il segretario generale Matteo Paroli replica alle posizioni del sindacato: «Il lavoro precario va fermato, ma non spetta a noi»
LIVORNO. Sabato sarà una giornata difficile sulle banchine del porto. Il sindacato Usb ha annunciato uno sciopero per l’intera giornata, con relativo presidio dei lavoratori aderenti al sindacato.
Una decisione rispetto alla quale è arrivata la presa di posizione dell’Autorità Portuale. «Alcune delle esternazioni che il sindacato ha posto a fondamento delle proprie ragioni di sciopero sono totalmente avulse dalla realtà dei fatti, altre, invece, connotano una non perfetta conoscenza delle competenze dell’Autorità di Sistema Portuale», sostiene il segretario generale Matteo Paroli.
«L’Usb pone come obiettivo prioritario della propria azione sindacale quello dell’istituzione di un presidio medico in area portuale. È chiaro che il sindacato di base non sembra rammentare gli intendimenti più volte espressi dall’Adsp ai suoi sindacalisti di vertice in materia di sicurezza sul lavoro; l’Autorità di Sistema è stata infatti la prima ad aver lanciato la proposta di istituire tale presidio. Lo ha fatto nei giorni successivi al drammatico incidente avvenuto in porto, il 7 settembre scorso, manifestando l’esigenza di fornire un servizio di pronto soccorso per risposte immediate alle richieste di assistenza ritenute urgenti», prosegue il segretario.
«L’obiettivo è complesso, ma fin dall’inizio questa Autorità si è adoperata per trovare una soluzione, coinvolgendo le associazioni di pubblico Soccorso per l’organizzazione di un presidio. Mercoledì (domani) avremo una riunione con il 118 e le associazioni coinvolte al fine di concordare le modalità organizzative del servizio. Dunque, sulla questione non siamo rimasti inerti», riassume Paroli, che poi prosegue: «Così come non siamo rimasti affatto fermi su un altro tema che l’Usb ha posto a fondamento delle proprie ragioni di sciopero: l’aggiornamento dell’Ordinanza n.9 del 2014, sulla disciplina degli avviamenti al lavoro del personale impiegato presso le imprese. Prima di redigere il comunicato, l’Usb – insiste – avrebbe potuto chiamarci per un aggiornamento. Sarebbe comunque bastato leggere con più continuità i giornali per scoprire che nell’ultima riunione del 2021 abbiamo illustrato ai membri del comitato di gestione il nuovo dispositivo regolamentare con il quale sono stati migliorati gli strumenti di valutazione e indirizzo rispetto alla composizione dell’organico dei lavoratori del porto, rendendo maggiormente tempestiva e omogenea l’attività di monitoraggio sullo svolgimento in sicurezza delle attività portuali».
«L’Usb chiede all’ente di governo dei porti di Livorno e Piombino di porre un freno alla cosiddetta “giungla” dei contratti e di imporre l’applicazione dei contratti collettivi nazionali sia con riferimento alle operazioni e ai servizi portuali che con riferimento alle attività di tipo logistico. Anche in questo caso, l’Usb non può non sapere che per chiara disposizione di legge l’Adsp può regolare soltanto il mercato delle imprese che lavorano in porto. Il comparto della logistica, se esterno al settore portuale, non può essere regolato e controllato dall’ente portuale», precisa ancora il segretario.
«Condividiamo infine – conclude – le rivendicazioni espresse al punto 4: il lavoro precario va fermato. Ed è anche per questo motivo che abbiamo aggiornato l’ordinanza sugli avviamenti in porto da parte delle imprese».
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