Il Tirreno

Livorno

il sindacato 

«Entro il 2026 serviranno migliaia di nuove dimore»

M.S.
«Entro il 2026 serviranno migliaia di nuove dimore»

Nel bimestre gennaio-febbraio solo 48 famiglie a rischio sfratto L’Unione Inquilini paventa l’onda lunga del fenomeno a cavallo della fine d’anno 

3 MINUTI DI LETTURA





livorno. Nel 2021 le domande per il contributo all’affitto sono aumentate del 20 percento rispetto al 2020, del 40 quelle per l’emergenza abitativa. Dopo la rimozione dell’ultimo blocco degli sfratti, Livorno è ancora nell’occhio del ciclone. L’arrivo dell’onda lunga è previsto a cavallo della fine dell’anno.

L’Unione Inquilini fotografa una situazione che vede, tra gennaio e febbraio, già 48 famiglie (esclusi gli occupanti di palazzo Maurogordato e degli altri edifici pubblici) a rischio sfratto con l’intervento della forza pubblica. Di queste realtà, 20 sono state inserite nel percorso condiviso tra autorità e sindacati, che, attraverso la commissione morosità incolpevole, di fatto rinvia l’esecuzione del provvedimento; le altre, invece, sono scomparse dai radar.

«Abbiamo bisogno di un piano casa che non c’è», riassume Paolo Gangemi, e Daria Faggi ricorda che «in 30 anni abbiamo perso 12 mila alloggi Erp (l’edilizia residenziale pubblica). I quartieri nord sono la zona più colpita, con una riduzione del 60 per cento». E insieme annunciano: «Presto, con tutti i sindacati uniti, chiederemo perché il Comune ha messo in campo tanti progetti per recuperare il patrimonio esistente e pochissimi per costruirne di nuovo».

L’Unione rivendica il ruolo chiave dei sindacati nel raggiungimento di un «protocollo blindatissimo e unico in Italia», in grado di arginare un fenomeno ingigantito dalla crisi economico-pandemica, e invita l’amministrazione comunale a fare di più.

«Si sta gestendo l’emergenza con i fondi stanziati dal governo Conte, che Draghi non ha rifinanziato», avverte infatti Gangemi, rivolgendosi poi direttamente al primo cittadino Luca Salvetti: «Il “sindaco dei migliori” dovrebbe fare pressione per ottenere nuovi fondi, e spiegare perché ha “stoppato” il Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza) chiedendo finanziamenti per il solo parco Baden Powell quando Rosignano ha presentato tre progetti e Cecina quattro».

Nel ribadire una posizione contraria al consumo di suolo, Faggi stima che «da qui al 2026 avremo bisogno di un migliaio di nuovi alloggi». Anche per trovare una soluzione alle tante occupazioni di edifici pubblici: Maurogordato ma anche Casa Firenze, la ex circoscrizione 1 e palazzo del Picchetto (tra le altre) «dove vivono persone che hanno diritti e titoli per avere un alloggio e che dovrebbero ricevere una medaglia per la manutenzione che fanno su edifici abbandonati e vuoti a perdere».

«Sul tavolo ci sarebbero ancora le case in legno da realizzare a Coteto, ma l’assessora Silvia Viviani non le fa», sottolinea Gangemi, così come Faggi ricorda che «l’osservatorio trasformazioni urbane regalò al Comune, ormai otto anni fa, un progetto per l’utilizzo della caserma in via del Fante. Lavori iniziati, poi più nulla».

L’Unione Inquilini rivolge infine un appello agli stessi livornesi in difficoltà: «In molti si danno la zappa sui piedi non facendo domanda di morosità incolpevole, che rimane l’unico sistema per accertare la propria situazione e ottenere il passaggio da casa a casa. Facendo verificare il proprio contratto poi – conclude il sindacato – si possono scoprire i vantaggi del canone concordato, anche per il proprietario».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web