Toscana
Muro crollato, bimbi accanto alle macerie Viviani: «Clc fallita, è difficile intervenire»
livorno. Macerie e vegetazione sono sempre al loro posto. Le transenne, invece, sono state ancora una volta spostate per consentire il passaggio. Anche dei bambini delle scuole.
E – secondo l’antico adagio che recita “degrado chiama degrado”– qualche incivile ha già inaugurato una discarica abusiva.
Non c’è pace per il muro del Seicento crollato giorni fa in via dell’Ambrogiana; né per i residenti della zona, che hanno scritto alla soprintendenza “Archeologia, belle arti e paesaggio” di Pisa per tutelare il borgo storico.
A complicare la vicenda, si aggiunge anche il fallimento di Clc, la cooperativa lavoratori delle costruzioni, proprietaria del terreno adiacente (occupato, in parte, dal comitato precari e disoccupati della ex Caserma che gli “Orti Urbani”) e – in teoria – soggetto responsabile della manutenzione del verde.
«Dispiace vedere certi comportamenti scorretti, vigileremo affinché l’abbandono dei rifiuti non prenda piede», promette l’assessora ai lavori e al verde pubblici Silvia Viviani, che poi – in merito alle cause del crollo – spiega: «Anche per noi è difficile capire che cosa è successo, ci stiamo lavorando. Purtroppo – precisa – quando c’è di mezzo un fallimento passa tutto in mano al curatore».
La sezione fallimentare del Tribunale di Livorno, infatti, ha infatti emesso sentenza di fallimento per la cooperativa, che era in condizioni di crisi dal 2018, dopo che l’amministratore giudiziale (il commercialista Gianluca Risaliti), non avendo trovato garanzie sufficienti, aveva rimesso l’ipotesi del concordato.
Nel frattempo, la Protezione Civile (che aveva transennato la via) ha avviato le indagini. «Completati i rilevamenti si dovrà quindi procedere con le valutazioni tecniche e amministrative. Per ora non possiamo stabilire delle tempistiche», prosegue ancora Viviani, che poi assicura: «Non appena avremo in mano tutte le risposte, interverremo».
Nell’area oltre il muro dovevano essere realizzati un complesso edilizio a uso abitativo e un parco pubblico con parcheggio. Dopo l’abbandono e l’avvio dell’autogestione degli Orti Urbani si era riusciti a garantire la manutenzione del verde, ma quando un altro pezzo di muro era caduto era subito nata, dietro alla storica parete ritratta dai maestri macchiaioli, una discarica abusiva (ancora visibile dalle immagini satellitari) con accesso diretto sulla strada. Un vero e proprio drive-through del rifiuto urbano, insomma.
Via dell’Ambrogiana, intanto, rimane chiusa al traffico veicolare. Non a ciclisti e pedoni (bambini compresi), però, che su di essa hanno reclamato il “diritto di passaggio” tagliando per l’ennesima volta le fascette che univano le transenne. A proprio rischio e pericolo, dato che la tenuta strutturale del muro è tutt’altro che garantita.
Prima che la strada possa essere riaperta si dovranno rimuovere le macerie e ripristinare le condizioni di sicurezza là dove passavano i mezzi dei residenti e transitavano le molte auto dei genitori che accompagnavano i figli nelle vicine scuole XI Maggio; oltre a coloro che la utilizzavano come scorciatoia per tagliare da via Roma a via Goito evitando viale Nazario Sauro.
La palla passa dunque a Giovanna Cepparello, assessora alla mobilità e alla resilienza urbana. E il tempo scorre.
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