Il Tirreno

Livorno

Rischio sgombero per 25 famiglie

Matteo Scardigli
Rischio sgombero per 25 famiglie

Sopralluogo della proprietà a palazzo Maurogordato, occupato dal 2015 Asia: «Soluzioni dignitose per tutti». Raspanti: «Il privato intervenga» 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il sopralluogo era stato richiesto e rimandato più volte, e ieri mattina è avvenuto. La proprietà, che oggi è la milanese Castello Sgr spa, con il supporto della Digos è entrata a palazzo Maurogordato.

All’interno dello storico edificio hanno trovato alloggio, grazie a un’occupazione iniziata ormai sette anni fa aiutata dal sindacato Asia, circa 25 famiglie (alcune delle quali con figli) in emergenza abitativa. E ieri, poche ore dopo il sopralluogo, gli occupanti si sono incamminati verso il Comune per l’ennesimo pellegrinaggio della speranza allo scopo di incontrare la vicesindaca Viola Ferroni (in vece dell’assessore al sociale Andrea Raspanti).

La storia ricorda molto da vicino la vicenda della Torre della Cigna, che solo un paio di anni fa si risolse con un accordo fra tutte le parti in causa favorito da un contributo economico della proprietà. Il numero delle famiglie coinvolte è nettamente inferiore (la struttura di via Campo di Marte, nel 2019, al momento del provvedimento del Tribunale, ospitava ben 110 persone; scese a 72 all’inizio del 2021), e alcuni dei protagonisti, tra l’altro, sono gli stessi: Raspanti in Comune, e ai vertici di Asia Giovanni Ceraolo. Sono le distanze, però, ad essere abissali.

«Oggi non ci troviamo più nelle stesse condizioni di allora. Il blocco degli sfratti è stato rimosso, e il rapporto con la proprietà (che si fa viva dopo un decennio di abbandono e totale disinteresse nei confronti del palazzo) è molto diverso», sottolinea Ceraolo. Gli fa eco Raspanti, contattato da Il Tirreno: «Ci troviamo nel pieno di una nuova fase di emergenza abitativa, con una recrudescenza del fenomeno a fronte di una capacità del Comune di farvi fronte ridotta per aver già risolto le due grandi criticità della Chiccaia e proprio della Cigna. È impensabile – rincara la dose l’assessore – che qualsiasi problema possa essere scaricato sul Comune, perché i doveri e le responsabilità sociali sono di tutti; compreso il privato».

Due delle tre parti in causa sono, quindi, già allineate. «Le famiglie hanno accolto il sopralluogo e hanno tutti i requisiti, chiedono quindi al Comune (che le segue da tempo) una soluzione dignitosa per ciascuno e senza passare avanti a nessuno», racconta Ceraolo. E Raspanti conferma: «Dentro a palazzo Maurogordato ci sono persone in difficoltà e vulnerabili, sul caso c’è massima attenzione e all’amministrazione non è giunto alcun atto di tribunale. Mi confronterò con il sindaco Luca Salvetti per valutare la strategia del Comune e con la proprietà per capirne le intenzioni».

Il sopralluogo, però, secondo Asia non rappresenta certamente un segnale tranquillizzante. Il timore è che possa essere un preambolo allo sgombero già entro i prossimi tre o quattro mesi, come fu per la Cigna. In quel caso, però, si trattò di liberazione pacifica e senza alcuna azione di forza, con gradualità e in un clima disteso, senza la presenza di agenti in divisa. Le chiavi dell’edificio ormai vuoto furono consegnate da Asia nelle mani dell’amministratore del condominio, in rappresentanza dei tre proprietari. Ceraolo, però, è ottimista: «Auspico una soluzione ancora migliore rispetto a quanto è accaduto alla Torre».

All’epoca, infatti, Raspanti rivendicò di essere andato oltre al minimo sindacale stabilito dalla legge (cioè l’offerta di una soluzione temporanea soltanto alle famiglie con bambini, agli anziani e ai disabili). In cabina di regia, l’assessore era riuscito cioè a far passare un criterio più estensivo e inclusivo, per accompagnare tutte le persone aventi diritto in un percorso fino all’assegnazione di una casa pubblica. E Salvetti sottolineò come il passaggio non avesse avuto precedenti in Italia.

Anche la manifestazione di ieri si è svolta in maniera pacifica. Gli occupanti hanno incontrato la vicesindaca, la quale ha riferito loro la posizione dell’assessorato al sociale.

L’incontro si è tenuto nel piazzale di viale degli Avvalorati, dove affisso alle finestre di palazzo Civico campeggiava uno striscione con su scritto “Nessuno sgombero senza soluzioni. Dopo 10 anni di abbandono, No ai ricatti”. Firmato, le famiglie del palazzo Maurogordato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web