Gioco
Ora il Parterre è sicuro Dopo il servizio del Tirreno ripulite le gabbie bivacco
LIVORNO. Missione compiuta. Quelle gabbie dell’ex Parterre trasformate in bivacchi restano solo un ricordo. E le condizioni di sicurezza, finalmente, sono state ripristinate per tutte quelle famiglie con bambini che quotidianamente frequentano il parco Pertini. Dopo il reportage di denuncia del Tirreno uscito sull’edizione cartacea del giornale domenica scorsa, ecco che qualcosa si è mosso.
Con operai al lavoro impegnati a sistemare. E ieri sia la ex “casa” del leone e che la voliera grande sono tornate inaccessibili. Pannelli ripristinati, reti saldate, porte che erano spalancate che sono tornate chiuse, via i cartoni e i rifiuti vari dall’interno: insomma, un successo.
«Entro la fine della settimana tutte quelle situazioni verranno messe in sicurezza: stiamo lavorando anche sui rami pericolanti dei pini», aveva assicurato Mirco Branchetti, responsabile dell' Ufficio Gestione e Manutezione dei Parchi e del Verde Pubblico del Comune.
Detto, fatto. Ancora prima dei tempi che si era dato il responsabile comunale. Al lavoro gli operai di Manutencoop Servizi urbani, società cooperativa con sede a Pontedera che lavora per il Comune di Livorno. «Siamo a sistemare le gabbie», dicono gli addetti, impegnati proprio a ripulire la ex gabbia del leone, di quello che fino agli anni Novanta era un giardino zoologico.
E, infatti, sul retro non ci sono più quei portoni rossastri spalancati. «Abbiamo tolto i cartoni e tutto quello che c’era dentro, anche la bici e i rifiuti li abbiamo rimossi», continuano. Gli addetti sistemano anche le palme all’interno della gabbia. Prima di quell’intervento hanno ripristinato pure il pannello che era stato tolto sul retro della voliera grande. Quello spazio, infatti, era diventato ricettacolo di rifiuti. Giaciglio per nascondere e nascondersi. Bene, adesso tutto è tornato “sigillato” Il servizio del Tirreno dei giorni scorsi sulle due strutture ottocentesche “violate”, quella dove un tempo stava il leone e la voliera grande violate, ha fatto un po’ da detonatore.
Menomale. Considerato che si tratta di uno dei parchi pubblici più belli e frequentati da bambini e famiglie della città. Ci sono tanti giochi (adatti per diverse fasce d’età), è diventato un parco inclusivo grazie alla donazione di un gioco dedicato fatta dal gruppo dei Camminatori Folli. E ancora ci sono due piste di pattinaggio, una mini e una maxi dove ogni giorno decine di bambini pattinano, vanno in skate e bici.
Anche solo per curiosità, infatti, i piccoli fruitori del parco potevano arrivare a introdursi in quelle gabbie che erano state aperte. Pericoli che per fortuna adesso non ci sono più. Perché per tutto il resto il parco è un’oasi cittadina, con tanto verde ben curato - e si vede - da parte degli operai del Comune. Anche i rami pericolanti sono stati tagliati e messi in sicurezza.
Verde a parte là dentro c’è anche una grande storia. Il parco nasce come "giardino romantico" su progetto dell'architetto Pasquale Poccianti nel 1830. Dentro, la memoria di quello che è stato dagli anni ’30 fino alla "rivoluzione" anni ’90, ovvero un giardino zoologico piccolo ma importante. A partire dagli anni ’90, poi, cominciano ad andarsene scimmie, orsi, leone, tigri. L’ultimo a lasciare la gabbia fu il mitico scimpanzé Bingo nel 2004.
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