Il Tirreno

Livorno

il restauro dei portici 

Via Grande, scelti i primi 5 progetti In tre puntano tutto sulla palladiana

Juna Goti
Via Grande, scelti i primi 5 progetti In tre puntano tutto sulla palladiana

I nomi di architetti e studi restano segreti. La commissione: «Concentratevi sulla pavimentazione»

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livorno. La commissione presieduta dall’architetta Patrizia Di Monte ha deciso: i primi cinque progetti che accedono alla fase finale del concorso per ridisegnare i portici di via Grande sono stati scelti. La commissione, composta quasi interamente da membri esterni al Comune, ha messo nero su bianco i risultati ieri mattina, dopo due giorni di camminate lungo i portici e voti intorno a un tavolo.

Così oggi avremmo voluto raccontarvi chi sono gli architetti o gli studi professionali che si sono fatti avanti per ridisegnare il cuore del centro: dov’è la loro base operativa, di cosa si occupano di solito, da dove hanno deciso di partire per provare a reinventare i portici livornesi. Avremmo voluto farlo, ma non potremo. E non potremo perché i nomi ancora non ci sono, nel senso che non sono visibili. A quanto pare né al grande pubblico né alla stessa commissione che ha giudicato i 12 progetti presentati allo scadere della fase uno del concorso, l’11 gennaio. Perché? Perché questo – hanno sottolineato ieri dal municipio – prevede la procedura di gara: nessuna informazione sui singoli soggetti per non rischiare di «inficiare» o «turbare» in qualche modo la «selezione ancora in corso» fino a quando, ad aprile, non saranno presentati i cinque studi diventati nel frattempo di fattibilità tecnico-economica e non sarà scelto il vincitore.

In effetti ieri pomeriggio sulla piattaforma nazionale gestita dall’ordine degli architetti sono stati pubblicati gli esisti della fase uno, con il riferimento ai cinque progetti di massima che andranno avanti, ma tutti schermati dietro a un codice alfanumerico. Lo stesso che i vari professionisti hanno visto attribuire al proprio lavoro al momento dell’iscrizione (che tra l’altro era accompagnata da una guida per rendere anonimi i file «in ogni loro parte», «per non essere esclusi»). È quindi possibile che per conoscere nel dettaglio tutti gli elaborati dei finalisti ci sarà da aspettare la mostra che il Comune ha confermato di volere organizzare a fine procedura.

Questo però non vuol dire che sui finalisti non sia già trapelata qualche informazione. Si sa, ad esempio, che almeno tre di questi si sono concentrati sull’ormai famosa palladiana, facendo proposte sulle parti da salvare e su quelle da eventualmente sostituire con altri tipi di palladiana. Un dettaglio non secondario se si pensa che il progetto dei Cinque Stelle, arrivato a un passo dall’inizio dei lavori, è stato bloccato dalla nuova amministrazione proprio perché prevedeva la sostituzione della malconcia pavimentazione storica con un grès. Alcuni progetti si sono poi concentrati soprattutto sulle piazzette all’inizio e alla fine di via Grande, ipotizzando anche modifiche al traffico. Oppure sull’illuminazione (ci sono i vecchi candelabri in attesa in un deposito). Si capisce comunque anche dalle “raccomandazioni” pubblicate ieri dalla stessa commissione sulla piattaforma online che molto si giocherà su cosa c’è a terra: «Si raccomanda – si legge più volte – di approfondire il tema della pavimentazione dei porticati...».



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