Gioco
«Ok alle telecamere Ma non è giusto multare chi supera la doppia fila»
I commercianti di via Garibaldi temono che gli occhi elettronici spaventino i clienti e difendono gli automobilisti costretti a sconfinare oltre la linea gialla dei bus
livorno. «Telecamere per “beccare” chi viene contromano nella corsia dei bus? Certo», ripetono all’unisono i commercianti di via Garibaldi, che poi subito correggono il tiro: «Ma fanno le multe anche a chi ci deve passare per forza perché ci sono le macchine in doppia fila? Allora no...».
E si potrebbe quasi chiuderla qui. Ma nei 300 metri di strada compresi fra piazza Garibaldi e via Galilei, dove nei prossimi mesi il Comune installerà gli occhi elettronici a protezione delle corsie dei bus, gli elementi in gioco sono tanti.
C’è chi, arrivando dagli scali delle Cantine, taglia la svolta a sinistra. Ci passano gli autobus (anche più di uno in contemporanea) A, 4, 10 di Autolinee Toscane e la Lam Rossa, così come i mezzi di Aamps e Avr e i tanti corrieri che riforniscono le molte attività commerciali (a fronte di pochi stalli per il carico e scarico). Ci sono il Caf e la farmacia con gli studi medici, e ci sono tanti negozi di vicinato, anche storici. E ci sono le bici, che – quelle sì – sono autorizzare dal codice della strada a passare nella corsia gialla, ma si trovano schiacciate fra l’incudine e il martello.
«Così non si lavora più», si sfoga Daniela Barli Carboncini (titolare di Libri). «I clienti si lamentano perché non trovano mai parcheggio. Se potessero almeno avere la prima ora gratuita si potrebbero fermare, ma con queste telecamere potrebbero non venire proprio», si preoccupa la commerciante.
«Posso anche essere d’accordo, se risolvono il problema di chi lascia la macchina la notte sul marciapiede (e su questo sono a favore, perché i residenti devono poter parcheggiare) ma poi la lascia anche di giorno», racconta Valerio Parlanti (titolare di Valerio's Bakery Lab).
Francesco Sposito (titolare di Centro della Sicurezza) poi racconta: «Sembra di essere a Indianapolis, il tratto di strada è pericoloso e si evitano di continuo incidenti per il rotto della cuffia». E poi spiega: «C’è chi supera il bus alla fermata, ma poi quando il mezzo riparte si deve fermare per rientrare nella corsia».
«Il vero problema è chi sfreccia contromano. Chi viaggia in senso unico è obbligato per forza a superare la linea gialla, altrimenti non può passare; e non sarebbe giusto multarlo», riassume invece il dottor Salvatore Campisi (farmacia Garibaldi).
«Il quartiere bisogna viverlo per capire le sue routine», aggiunge Deborah Piana (titolare di Incanto): «Davanti all’Iti, con la pista ciclabile, hanno tolto dei parcheggi. E qui litigi e urlacci per la sosta in doppia fila, ormai, sono all’ordine del giorno. Ma da qualche parte – insiste – i residenti dovranno pur fermarsi per scaricare la spesa, e non mi pare corretto che per “colpa” loro tutti gli altri prendano la multa».
«Il problema non è l’invasione della corsia dei bus», ribatte invece Gilberto Iannitti (de L’Atelier Martinelli), che una soluzione ce l’avrebbe: «Ogni volta che gli ausiliari vengono a fare i controlli, il posto si trova sempre. I vigili, invece, quando passano non fanno le multe».
All’inizio del decennio scorso, alcuni commercianti si erano anche impegnati per abbellire la via, mettendo le fioriere lato nord (poi decimate, da chi parcheggiava sul marciapiede, e infine rimosse) e facendo realizzare l’“isola” dei cassonetti all’intersezione con via dell’Oriolino.
«Le telecamere le metterei ai cassonetti, che sono una vergogna quotidiana», commenta oggi Valter Moro (titolare del Toys, ex Paese dei Balocchi): «Servissero come deterrente per gli incidenti (anche per chi viene contromano) andrebbe anche bene, ma metterle contro gli automobilisti – già costretti a sconfinare – vorrebbe dire dar fastidio ai clienti; che già così non si fermano».
Stesso problema segnalato da Isabella Vinciguerra de Il Pentagramma: «La multa dev’essere fatta a chi se ne approfitta lasciando la macchina dove capita per fare i suoi comodi, non a chi deve lavorare o a chi è costretto a fermarsi per poco tempo. E non si può pretendere – spiega – che la gente si fermi per aspettare in modo insulso chi è in sosta, si verrebbero a creare delle file senza senso».
Il dubbio, allora, si insinua. E Moira Chirici (titolare de La Differenza) lo dice chiaro e tondo: «È sacrosanto multare chi ci parcheggia davanti ai negozi, ma a questo punto è evidente che si punta a far cassa su chi è costretto a sconfinare nella corsia dei bus».
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