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Corsie dei bus protette in via Marradi, le reazioni: «Ok alle telecamere, ma non rialzate i marciapiedi»
Ecco il punto di vista dei commercianti dopo che il Comune ha annunciato le multe per chi invade gli spazi dei bus
Livorno. Marciapiedi, parcheggi e telecamere. Le tre incognite si sommano nell’equazione che moltiplica i dubbi dei commercianti di via Marradi e li divide sul provvedimento deciso dal Comune. Il primo passaggio del progetto “Istrice” riguarderà il tratto che va da via Cambini a piazza Attias. Ed è evidente perché la precedenza è stata data proprio a quel punto. La sera, in special modo nei fine settimana, entrambi i marciapiedi sono presi d’assalto dai clienti delle attività notturne. Di giorno (è sufficiente rimanere in zona per il tempo di una colazione) camion e furgoni sono impegnati a pieno ritmo nelle operazioni di carico e scarico per rifornire i negozi, sostando dove c’è spazio, e non c’è mai un momento in cui il camminamento lato mare è libero dalle auto.
Il risultato è che la carreggiata si restringe. Gli autobus fanno fatica a passare, specialmente in contemporanea e in direzioni opposte. Chi ferma la macchina per un acquisto veloce o una commissione mordi e fuggi, spesso si posiziona in seconda fila. E chi vuol passare, trovando la strada occupata, si trova a invadere la corsia degli autobus. È un cane che si morde la coda. Il progetto Istrice, che porterà a mettere le telecamere che fanno le multe lungo la corsia riservata ai bus, prevede allora anche di rialzare i marciapiedi, così che le auto non li possano più “scalare”. Tre, però, le osservazioni di molti commercianti raccolte ieri mattina: marciapiedi troppo alti sarebbero pericolosi per i passanti e dannosi per le attività lato mare. «In zona hanno aperto tanti negozi di vicinato, che sono diversi dalle vetrine. Ogni giorno sono persone anziane a servirsene e si troverebbero in difficoltà con marciapiedi troppo alti», dice ad esempio Giacomo Rina (titolare di Bolgheri).
Quanto alla questione numero due è Marcello Parenti (titolare di Hair Marcello) a ricordare che «tanti anni fa i camminamenti erano più corti e i bus passavano tranquillamente anche con le auto parcheggiate. Il Comune li allargò e fece gli scalini più alti, per poi rendersi conto che la contropendenza portava l’acqua piovana verso i negozi». La toppa, insomma, potrebbe essere peggiore del buco. «Il problema della sosta selvaggia riguarda la sera e i fine settimana, rialzare i marciapiedi andrebbe a penalizzare il commercio di tutti i giorni», riassume Valerio Geri (titolare di Geri gioielli), che poi aggiunge: «Tanto i Suv ci salirebbero lo stesso, come già fanno in piazza Attias, oppure parcheggeranno direttamente in strada».
Le telecamere per multare chi invade le corsie degli autobus, invece, al netto di posizioni personali sull’utilizzo delle multe come deterrente, in sostanza sembrano bene accette. Specialmente contro i motorini che sfrecciano accanto agli ignari passanti (e potenziali acquirenti). La questione dei parcheggi, invece, fa riemergere vecchi ricordi. Le strisce blu tracciate dalla giunta Cosimi sul marciapiede lato mare sono ancora visibili a un occhio attento, e Parenti – per esempio – le vorrebbe ripassare.
Silvia Braccini (del panificio Burgalassi) accoglierebbe con favore anche gli stalli a sosta breve, «basta che li facciano con accortezza, nelle immediate vicinanze dei negozi», mentre Lavinia Biagioni (della caffetteria DrupaCaffè) ha paura che «se ci dovessero ritagliare un pezzo di marciapiede proprio davanti al negozio per noi sarebbe un disagio». L’assessora alla mobilità, Giovanna Cepparello, ha annunciato che incontrerà i commercianti della via, che nel frattempo si organizzano via chat per cercare un fronte comune. Appuntamento quindi fra qualche giorno per conoscere le contromosse dei negozianti.
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