Gioco
«Balneari alla Cassazione contro il Consiglio di Stato»
Gli stati generali degli operatori al “Palazzo” ribadiscono il no alla Bolkestein Impugnata la sentenza che impone la restituzione delle concessioni sul demanio
livorno. Questa sentenza non s’ha da fare. I balneari toscani scelgono l’hotel Palazzo di Livorno per la riunione straordinaria, moderata dal presidente Confcommercio delle province di Livorno e Pisa Federico Pieragnoli, per condividere le azioni messe a punto da Sib (il sindacato dei balneari) per opporsi alla sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni demaniali, con la proroga indicata al 31 dicembre del 2023. E alla direttiva Bolkestein, con la quale l’Europa “bacchetta” l’Italia.
«La sentenza non deve passare in giudicato», tuona il presidente nazionale Antonio “Tonino” Capacchione, che aggiunge: «Faremo ricorso alla Corte di Cassazione».
Per il presidente Sib, infatti, sarebbe in atto «una campagna denigratoria nei confronti di piccole imprese familiari insieme a una decisione del Consiglio di Stato (e non della politica) in spregio a consolidati orientamenti giurisprudenziali», e pertanto ribadisce: «Abbiamo il dovere di tutelare la proprietà aziendale, il lavoro e la certezza del diritto».
All’incontro (in modalità mista presenza-teleconferenza), è intervenuto poi il presidente provinciale Sib Alberto Nencetti: «Il momento è difficile. In Toscana siamo stati aggrediti per primi», racconta, ricordando il ricorso al Tribunale amministrativo regionale vinto lo scorso marzo da Antitrust contro la proroga delle concessioni agli stabilimenti balneari decisa dal Comune di Piombino.
La presidente regionale Sib Toscana e promotrice dell’iniziativa, Stefania Frandi, ha inteso poi dirimere i dubbi degli associati: «Gli altri balneari non sono il nemico, il nemico è fuori in agguato». Fonte dei dubbi è – spiegava Capacchione – l’articolo de Il Sole 24 Ore che preannunciava un emendamento al decreto Milleproroghe che «ambienti di palazzo Chigi avrebbero voluto inserire all’insaputa di tutti». La notizia, rimbalzata fra gli addetti ai lavori, aveva generato screzi tra le sigle sindacali.
A testimonianza dell’unità ritrovata, il titolare dei bagni Tirreno Gianfranco Giachetti (e presidente onorario Sib Livorno) annuncia: «Per ringraziare i professionisti che si stanno impegnando per noi, manderemo alla segreteria nazionale un contributo ulteriore alla quota associativa. Ora ci dobbiamo “frugare” tutti – conclude – e fare il versamento entro la fine della settimana».
A seguire, infatti, anche il presidente del Sib pisano Fabrizio Fontani e Gabriella Orlando, direttrice di Confcommercio Grosseto, hanno voluto ribadire la compattezza del sindacato.
Capacchione, protagonista anche di un analoga iniziativa che si è svolta a Cecina lo scorso dicembre, insiste: «Nessuno pensi di confiscare le aziende dei balneari, per il resto possiamo discutere di tutto. Potremmo semplicemente dire “No alle aste”, ma questo non risolverebbe il problema».
Il presidente definisce infatti la legge Centinaio sull'estensione delle concessioni «un provvedimento carente». E la sentenza di conferma pronunciata dal Tar fiorentino nel 2020 non allontana lo spettro degli incameramenti.
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