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Morto a 39 anni, il ricordo della moglie: «Vi racconto il mio Gabriele. Ruvido all’esterno, ma col cuore tenero»
Letizia Mangani parla di suo marito Gabriele Grechi, scomparso a causa di un malore nella sua casa di via di Salviano
LIVORNO. «Come un carciofino: ruvido all’esterno, ma con un cuore tenero e d’oro dentro». È il ricordo commosso di Letizia Mangani, 35 anni, moglie di Gabriele Grechi, scomparso prematuramente venerdì scorso a causa di un malore nella sua casa di via di Salviano, dove abitava con la moglie e i suoi due bambini di tre anni e cinque mesi.
Gabriele, di professione meccanico, avrebbe compiuto 40 anni a fine mese, il 31 gennaio. Una bella storia d’amore, di complicità, di tappe, di obiettivi raggiunti e da raggiungere, quella che ha unito Gabriele e Letizia per 16 anni i due si conoscevano nell’agosto del 2006 sul lungomare. «Per me – spiega Letizia – fu subito colpo di fulmine. Da lì abbiamo iniziato a frequentarci e poi ci siamo fidanzati. Il primo anno di fidanzamento lo abbiamo festeggiato in Capraia: è la nostra isola del cuore, il posto in cui amavamo rifugiarci, dove volevamo sempre tornare». Gabriele, appassionato di moto e di motori, ha gestito per molti anni un’officina, la Pro Race, che per diverso tempo ha trovato collocazione proprio in via di Salviano, vicino a dove abitava con la sua famiglia. A luglio dello scorso anno aveva deciso di chiudere l’attività per andare a lavorare in una ditta nella quale si era sentito subito accolto. Amava molto la musica, suonava la tastiera e strimpellava la chitarra. «Gabriele – aggiunge Letizia – aveva la passione per le due ruote, partecipava ai raduni come il Mugello rally. Amava molto la musica, e per diverso tempo ha suonato nel gruppo Dieci Diaz. Amava la vela, aveva una sua barchina».
Il trentanovenne era molto legato alla sua famiglia: ai due amati figli, Giulio nato nell’ottobre del 2019 e Livia nata nell’agosto dello scorso anno. Solido il legame con Letizia: i due si sposano, alla presenza di numerosi amici, nel 2016. «Con Gabriele – ricorda Letizia – abbiamo fatto numerosi viaggi: siamo stati in Corsica, in Croazia, a Dublino, abbiamo viaggiato in Perù con lo zaino in spalla per il nostro viaggio di nozze. Abbiamo attraversato mezza Europa».
L’ex meccanico titolare della “Pro Race”, inoltre, era un riferimento importante, specie dopo la scomparsa del padre, avvenuta quando lui aveva solo 15 anni, per il fratello più piccolo Simone a cui era legatissimo, ed era un importante punto di riferimento per la mamma Marta, anche a lei molto legato. «Gabriele – prosegue la moglie – aveva le mani d’oro, aggiustava tutto, ha trasformato la sua passione per i motori in lavoro, ha creato il lettino per il figlio, un letto che riproduce la “Bat Mobile”. Sembrava un burbero, ma era una persona estremamente buona, generosa, saggia. Diceva di non avere amici, ma era circondato da tante persone che gli volevano bene, era sempre pronto a dare una mano a chi chiedeva il suo aiuto, a dispensare consigli, magari scherzandoci su. Per i suoi amici correva sempre. Abbiamo condiviso – conclude Letizia con la voce rotta dalle lacrime – 16 anni di vita insieme, abbiamo costruito tanto, stavamo attraversando un periodo d’oro e stavamo progettando un viaggio per festeggiare il quarantesimo compleanno. Gabriele era nato in una bellissima giornata di inverno. Se ne è andato il 14 gennaio, sempre in una bella giornata d’inverno. Lui amava il sole, l’idea che le giornate si allungassero. Eppure sentire, nei sogni in fondo a un pianto, nei giorni di silenzio c’è, un senso di te». Questi i versi della canzone “Un senso di te”, che ha accompagnato la storia d’amore tra Letizia e Gabriele.
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