Gioco
Addio ad Alberto Fommei Giocò come difensore nel Livorno anni ’50
GROSSETO. E’ morto a 94 anni nella sua casa di Castiglion della Pescaia Alberto Fommei, ex calciatore di Grosseto, Livorno e Sampdoria, con 87 presenze in serie A. Terzo di una famiglia di calciatori, Alberto Fommei fu gettato nella mischia ad appena diciotto anni in serie C nella stagione 1945-1946. Esordì per l’esattezza il 25 novembre 1945, in Aquila Montevarchi-Grosseto 2-5, mostrando subito doti fuori dal comune. Rimase in biancorosso fino al 1948-1949, per tre stagioni insieme al fratello maggiore Giuseppe (classe 1920, morto nel 2019), che arrivò ad un passo dall’essere acquistato dalla Fiorentina. Destino volle che proprio nei giorni in cui il talentuoso Giuseppe stava per firmare il contratto con la società viola arrivasse l’assunzione al Monte dei Paschi di Siena, per cui la famiglia Fommei in fretta e furia lo fece rientrare a Grosseto per prendere lavoro in banca. Nell’estate 1949, però, per far quadrare il bilancio, il presidente Giuseppe Sartori decise di privarsi delle sue stelle: Alberto Fommei, Fabrizio Bartolini e Astolfo Benini finirono al Livorno in serie B. Fommei II, come veniva scritto sui quotidiani dell’epoca per differenziarlo dal fratello Giuseppe, fece un paio d’anni in maglia amaranto, poi prese il volo verso Genova, sponda Sampdoria. In serie A rimase per quattro campionati (dal 1951-52 al 1953-54) con 83 presenze. In questi anni si trovò di fronte il meglio del calcio, ma il complimento più bello arrivò dal grande bomber svedese del Milan, Gunnar Nordhal, che ammise che il grossetano «era il difensore contro il quale ha avuto più difficolta a giocare». Nel 1954-55, Albertino, come lo ribattezzarono i tifosi, approdò all’Atalanta, ma con la Dea giocò soltanto 4 incontri e così, nel 1955-56, concluse la sua carriera in serie B ancora con la maglia del Livorno.
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