Il Tirreno

Livorno

oggi la prima udienza 

Smaltimento abusivo di rifiuti in Valdera Dirigente Asa a giudizio

P.B.

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livorno. Prima udienza a sette anni dall’apertura dell’inchiesta e a più di cinque dall’emissione delle misure cautelari nell’operazione “Demetra”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura fiorentina su un presunto giro di smaltimenti abusivi di fanghi di depurazioni fatti passare come fertilizzanti in agricoltura. Sono diciotto gli imputati tra imprenditori, manager di società pubbliche e tecnici che stamani compariranno davanti al primo collegio del Tribunale, tra loro anche un dirigente dell’Asa di Livorno. Sarà una prima udienza di smistamento con la costituzione delle parti e la presentazione di eventuali eccezioni da parte dei venti avvocati schierati a difesa di chi è accusato di aver inquinato, per risparmiare sui costi di smaltimento, centinaia di ettari della campagna dell’Alta Valdera.

A giudizio Michele Del Corso, ingegnere, 57 anni, di Pisa, dirigente dell’Asa Livorno; l’imprenditore Felicino Del Carlo, 55 anni, di Porcari, conosciuto nel Pisano per le attività della Delca; Alessandro Salutini della Cd Green, 58 anni, nato a Pontedera e residente a Porcari; Giuseppe Franco, 64 anni, palermitano, titolare dell’azienda Pieri Ecologia di Altopascio; Gianni Pagnin, 70 anni, di Padova, titolare della Coimpo di Rovigo; Alessia Pagnin, 45 anni, di Padova, legale rappresentante della Coimpo; Glenda Luise e Mauro Luise, imprenditori della provincia di Padova; Mario Crepaldi, imprenditore veneto legato alla Coimpo; Andrea Casella di Capannori; Francesco Di Martino, 66 anni, di Viareggio, dirigente area tecnica di Gaia Spa; Andrea De Caterini, all’epoca amministratore delegato di Geal Spa; Ettore Mauro Fabbri, responsabile impianti di depurazione della Geal di Lucca; Alberto Corsetti di Viareggio, 60 anni, amministratore di Sea; Gerardo Francesco Garruto e Marcello Ennio Trebino, di Genova; Ermanno Biemmi di Pescia e Federico Ansaldi del Consorzio Torrente Pescia. Le contestazioni vanno dal traffico illecito rifiuti all’inquinamento ambientale, dal falso alla truffa.

P.B.

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