Gioco
Il micro Berlusconi di Vinciguerra sogna il maxi trono del Quirinale
LIVORNO. La figura di Silvio Berlusconi è riconoscibilissima, anche se la nasconde un po’ dietro il paravento di una maschera dove il suo volto già sorridente sguaina un sorriso ancor più smagliante e seducente. Solo che è fuori misura: lui così piccolo da sembrare quasi un bambino, quel seggiolone così grande. Ma disegno e colori sono su un materiale povero, anzi così fragile e quasi inconsistente da portare i segni di ammaccature e piccoli strappi come se l’avessero preso a pallate e freccette. È l’identikit del nuovo lavoro di Antonio Vinciguerra, scultore e pittore livornese, che in quest’opera dai toni caricaturali vuol mettere in vetrina la propria interpretazione artistica della vicenda che ha portato Silvio Berlusconi, ex premier e ex Sua Emittenza con il suo regno di canali tv, in primissima fila nel toto-candidati per prendere il posto di Sergio Mattarella al Quirinale.
È chiaro l’intento polemico-satirico dell’artista livornese – che nella sua lunga carriera ha raccolto gli affettuosi giudizi di Federico Zeri e Vittorio Sgarbi, di Margaret McKnight, Antonello Trombadori e Mino Maccari – che nel doppio volto, in maschera e reale, l’uno con leggere differenze dall’altro, «mostra il proprio trasformismo». Vinciguerra dice che «un artista deve restituire gli umori della gente, farsene voce usando gli strumenti della propria arte: è quello che faccio con quest’opera per raffigurare il sentire che colgo fra i miei contemporanei in questa fase storica di disorientamento, rabbia, amarezza».
La pomposità accennata dalle figure che decorano la poltrona con le dimensioni di Silvio Berlusconi così piccolo: «Non è un bambino ma un nano, e qui non c’entra la statura fisica ma quella personale fatta di moralità e rigore, valori che mi sembra si stiano perdendo».
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