Gioco
Figlio positivo al Covid, attivare la Dad è un’odissea
La madre: «Ha un disturbo certificato ma la scuola nega lo studio da casa perché si è ammalato durante le feste» Il preside: un errore, risolveremo
livorno. «Dovevo forse sperare che mio figlio prendesse il covid cinque giorni dopo?». Si sfoga così la madre di uno studente dell’Orlando con un disturbo certificato, di fronte al rifiuto della scuola di attivare la didattica a distanza nonostante lui sia positivo al coronavirus.
Marco (nome di fantasia) è un ragazzo scrupoloso, ha fatto due dosi di vaccino e aspetta la terza, ma con la variante Omicron più contagiosa – purtroppo – l’attenzione, spesso, non basta. Da settembre ha fatto solo tre giorni di assenza, e sulla pagellina di fine anno spicca un 9 in condotta. Marco si allena, fa ginnastica per conto suo anche durante le vacanze invernali.
Nei primi giorni dell’anno, però, il fiato si fa un po’ troppo corto. Il dubbio viene e in famiglia si decide per un tampone: positivo. È il 5 gennaio e per fortuna i sintomi più gravi non si manifestano. Il regolamento però è chiaro: bisogna stare a casa ad aspettare la negativizzazione. Il 10 gennaio riaprono le scuole. La madre di Marco chiama la segreteria dell’Orlando per regolarizzare la posizione del figlio. Ma niente. «Niente didattica a distanza per chi si ammala prima del rientro a scuola, così ha deciso il preside», ripete la donna, che tuttavia si domanda: «So che al liceo Enriques, all’Iti e alle Mazzini la fanno. Perché all’Orlando no?».
Marco scalpita, contando i giorni che ancora devono trascorrere perché possa tornare a scuola. Ogni giorno si sente con i compagni, che gli passano gli appunti e i compiti da fare. Marco, però, ha la dislessia, un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo.
«Dai docenti – si sfoga la madre – non ho ricevuto alcuna comunicazione, la coordinatrice di classe non mi ha più fatto sapere niente né mi ha chiesto come sta. Ho chiamato anche il provveditorato agli studi ma non mi hanno neanche risposto».
Marco, nel frattempo, sul registro è segnato come “assente”. «Mi hanno assicurato che questi giorni non saranno conteggiati nel giudizio finale, speriamo che se lo ricordino», conclude la donna.
Ma ecco la svolta. «Le disposizioni sono cambiate», premette il dirigente scolastico Alessandro Turano, che spiega: «Avevo dato disposizioni affinché, per ogni certificato medico registrato prima del 10, la scuola non attivasse la didattica a distanza; proprio per evitare una pioggia di richieste. Il 9 – prosegue – abbiamo pubblicato una circolare che ripristina la Dad su richiesta, ma il personale è oberato di lavoro e può avere quindi dato una risposta errata alla signora. Da domenica scorsa – conclude – se la famiglia fa domanda il ragazzo potrà rientrare in didattica a distanza».
M.S.
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