Gioco
Il livornese Gregorio vola sull'acqua e sogna il mondiale
Gregorio Pugliese è un campione di wing foil, tra i primi 20 a livello internazionale
LIVORNO. «Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera", canta Enrico Ruggeri. Ma i livornesi, quelli veraci, per cui il mare è paragonabile ad una religione, sono pronti a smentire il cantautore in qualsiasi momento. Tra questi potrebbe esserci Gregorio Pugliese, labronico classe 1999, istruttore ed atleta del Centro Surf 3 Ponti, che è riuscito a mettersi in mostra nell'ultimo campionato italiano e anche in quello mondiale di wing foil, una disciplina piuttosto recente che rappresenta un'evoluzione del windsurf. «Al Mondiale sono riuscito ad arrivare tra i primi venti in una tappa in Francia - spiega Pugliese - e a Tarifa, in Spagna, sono riuscito ad arrivare sesto nella race, vale a dire una sorta di regata con un percorso in cui chi arriva primo vince, e quinto nel freestyle, in cui invece si privilegiano le acrobazie aeree. Mentre al campionato italiano ero terzo fino all'ultima tappa, a cui purtroppo non ho potuto partecipare e alla fine mi sono piazzato quarto per un solo punto. Se devo fare un bilancio mi reputo soddisfatto dei risultati raggiunti».
Il wing foil, sport spettacolare, ma con poca storia per ovvi motivi, avrebbe bisogno di un allenamento costante e duraturo, ma per adesso solo i top mondiali riescono ad essere professionisti. «Mi alleno un'ora al giorno, tutti i giorni. Servirebbe riuscire ad allenarmi con più costanza, ma già nell'ultimo anno in cui sono riuscito ad avere una certa continuità, ho avuto dei miglioramenti notevoli. La speranza è che questo sport possa avere sempre più rilievo, in modo da avvicinare alcuni sponsor, che renderebbero più semplice la vita degli atleti che in questa disciplina è piuttosto costosa tra viaggi ed attrezzature». Al suo fianco ci sono la Rrd per la fornitura di materiali ed il Centro Surf 3 Ponti, un luogo in cui è cresciuto sin da quando era a bambino. «Da piccolo ho provato molti sport, calcio, basket, nuoto, ma li praticavo più per una questione di benessere fisico che per una passione vera e propria. Poi a 12 anni mia mamma mi portò a Tre Ponti ed è stato amore a prima vista. Negli anni si è creato anche un gruppo di amici di cui non posso fare a menoi». Un luogo speciale quello dei Tre Ponti che per Gregorio rappresenta una seconda casa.
«Dal punto di vista sportivo è il posto ideale, ormai lo conosco come le mie tasche. E nella vita di tutti i giorni quando magari mi girano un po'le scatole vengo qui per riconciliarmi con me stesso e per stare con gli amici». Il mare livornese ha poco da invidiare a tanti posti del mondo. «Questa attività ci mette a contatto strettissimo con la natura ed abbiamo la fortuna di poter vedere dei panorami mozzafiato. E poi le mille condizioni diverse che le condizioni meteo o del luogo stesso posso regalarci. In Marocco vengono fatte spesso delle tappe per via del vento laterale, così come a Tarifa dove invece c'è sempre acqua piatta. Cerco di migliorare giorno per giorno: le gare spesso dipendono delle condizioni meteo che magari favoriscono alcuni atleti più di altri. Il mio sogno? Vincere il Mondiale».
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