Gioco
Il virus è entrato in casa mia ma noi avevamo il nostro doc
Grazie al dottor Lessi: la sua voce amica ci ha protetti e rassicurati in un momento di grande difficoltà è stato l’ancora cui aggrapparsi
LA LETTERA
Sono un paziente, un marito, un genitore, un cittadino, un “utente”, come viene definito chi attinge al servizio pubblico.
Spesso le cronache dei giornali sono piene di episodi apostrofati con titoli che richiamano alla “Mala Sanità”, una piaga da combattere.
Ma troppo spesso passano in sordina episodi, soggetti e storie di Buona Sanità. O, meglio, di professionalità, senso di appartenenza e umanità che purtroppo oggi non rientrano nella normalità e che sono elementi di eccellenza. Quell’eccellenza che rimane sottotraccia, che non emerge all’opinione pubblica e che spesso si perde nei ricordi e nella normalità del tempo che scorre.
Ecco, oggi voglio accendere una luce su un medico di famiglia, il dottor Paolo Lessi: persona di grande esperienza che ancora riesce ad avere l’entusiasmo di un novizio insieme alla concretezza di un veterano.
A ridosso delle festività di fine anno, il Covid è entrato in maniera dirompente nella vita della nostra famiglia: paure, domande che sperano di avere risposte certe che possano tranquillizzarci, ma soprattutto la presenza, il sentirsi protetti e rassicurati da una voce amica, da una parola di conforto.
Sì, questo a volte può bastare perché, quando si inizia a telefonare, a cercare qualcuno che possa finalmente darci una indicazione su come comportarsi in queste situazioni di emergenza, quando non si riesce ad avere risposta, si vivono momenti di grande sconforto.
Ricevere una risposta puntuale e non dovuta ti riempie il cuore.
Per questo motivo io e la mia famiglia vogliamo dire grazie a Paolo Lessi.
Grazie dottore, per essere stato quell’ombrello aperto al quale ripararsi e nel quale poter riporre le nostre paure e le nostre aspettative.
Grazie per la sua semplicità, dimostrata nell’interagire e nel dare riposte a domande spesso scontate ma le cui risposte, in un momento di difficoltà, sono ancore di salvataggio alle quali attaccarsi per non andare alla deriva a causa delle nostre paure.
Grazie dottore per essere medico ed uomo empatico che mostra con un sorriso ed una risata che tutto si può affrontare.
Grazie dottor Paolo Lessi.
Geremia Morlè
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