Il Tirreno

Livorno

Discariche a cielo aperto idrovore sull’Ugione a rischio

Matteo Scardigli
Discariche a cielo aperto idrovore sull’Ugione a rischio

Nelle strade e lungo il torrente rifiuti abbandonati, sterpaglie e animali morti I cittadini scrivono a Comune e Prefettura: «La nostra salute è in pericolo»

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Matteo Scardigli

stagno. Oggetto: incolumità pubblica Stagno. Inizia così l'ennesima lettera di protesta, indirizzata alla segreteria del sindaco Adelio Antolini e, stavolta, anche al prefetto di Livorno Paolo D’Attilio, inviata alcuni giorni fa da un residente colligiano.

In allegato ci sono immagini che testimoniano il degrado in cui versa via Aiaccia, in particolar modo lungo il torrente Ugione: sterpaglie, animali morti, detriti, lamiere squarciate; fuori e dentro al fosso.

La zona, che era stata messa a regime dopo l’alluvione, è molto frequentata dai residenti che portano il cane a passeggio, che vanno a correre o semplicemente a camminare. L’area, infatti, è interdetta al passaggio delle auto da una sbarra, installata però proprio in modo tale da consentire il passaggio pedonale. Con tanto di cartellonistica che invita a fare attenzione al «pericolo di caduta in acqua».

Lo stato di abbandono rappresenta quindi un pericolo per l'incolumità dei passanti, gli animali morti per la salute pubblica; entrambi rischiano poi di compromettere il corretto funzionamento delle pompe idrovore, che potrebbero aspirare del materiale estraneo e guastarsi proprio nel momento del bisogno.

La situazione è ormai da mesi sotto gli occhi di tutti, e letteralmente sotto l’occhio elettronico delle telecamere di sorveglianza. Ma ci sono da fare delle distinzioni.

Come spesso accade, infatti, sull’area in questione c’è una strettissima vicinanza in termini di competenze, quasi un attrito. Da un lato il Comune, dall’altra il consorzio 4 Basso Valdarno.

Sono stati proprio gli operatori del consorzio, infatti, ad accumulare le sterpaglie a ridosso del corso d’acqua. In programma c’è la seconda parte dell’intervento, cioè la rimozione, prevista per il mese prossimo. Nel frattempo, però, in mezzo a frasche e rami si sono aggrovigliati anche dei teli – che sembrano – di nylon. I teli sono lacerati, e ogni giorno nuovi frammenti volano in acqua.

Al consorzio spetta anche la rimozione delle carcasse di animali morti, gonfi al punto tale da essere ormai irriconoscibili (secondo alcuni testimoni sarebbero nutrie). Queste, oltre al rischio che rappresentano per le idrovore, potrebbero contaminare l’acqua nella quale galleggiano, con un conseguente danno alla salute pubblica, attirando anche altri roditori per i quali il Comune si è impegnato in opera di derattizzazione.

Lungo la via, invece, la competenza è del Comune. All’angolo con via Anna Frank le lastre, all’apparenza di cartongesso, sono esposte al deterioramento causato da pioggia e vento.

Intorno sono “cresciuti” anche alcuni laterizi, e poco distante – al riparo del cavalcavia – nei giorni scorsi erano comparsi anche dei materassi accompagnati da alcuni sacconi neri dell’indifferenziata.

La segnalazione del residente, autore anche di tanti altri “servizi”, è stata poi ricondivisa sulla pagina Facebook del gruppo di discussione “Cittadini in Comune per Collesalvetti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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