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Livorno

«Lockdown mascherato manca la gente in giro e si naviga a vista»

A.L.
«Lockdown mascherato manca la gente in giro e si naviga a vista»

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LIVORNO. «Possiamo definirlo un lockdown mascherato, visto che le attività sono aperte, ma manca la gente in giro e quindi è facile intuire come sia difficile lavorare in questo periodo». È un’analisi chirurgica quella di Giulio Cassano (nella foto) al timone dei due locali “Piano B” in venezia e “Piano C” di via Cambini. «C’è stato un calo esagerato dei ricavi e con i nostri due locali, uno in Venezia e uno in via Cambini, ci siamo accorti di come la città la sera sia di nuovo vuota». Città vuota e mancanza di progettualità in questa situazione. «Uno dei problemi maggiori è che non possiamo fare piani, navighiamo a vista e senza sapere quando questa situazione potrà tornare sotto controllo e quindi riportare la gente a star fuori la sera. Una mia paura personale è che questa situazione porti le persone a trovare una comfort zone in casa e che quindi siano meno propense ad uscire. Che invece di andare al ristorante a cena o al bar a prendere un aperitivo, si preferisca ritrovarsi nelle abitazioni degli amici. Credo che questa pandemia possa avere delle ripercussioni anche sulle abitudini della gente. Com’è stato l’ultimo weekend in via Cambini? Fiacco. Con tanti controlli, ma poca gente. Magari un altro aspetto che funge un po’ da deterrente possono essere le tante forze dell’ordine in loco. Sottolineo all’infinito che è giusto che i controlli ci siano e gli agenti facciano il loro lavoro, ma forse in maniera così massiccia la gente si sente un po’ il fiato sul collo e non è serena ad uscire».

A.L.

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