Gioco
240mila euro per le imprese chiuse per emergenza sanitaria
Livorno. Il Comune di Livorno mette a disposizione contributi a fondo perduto, per un totale di 240 mila euro, agli operatori che utilizzano (o abbiano utilizzato) immobili di proprietà comunale, e che abbiano subito restrizioni e perdite in termini economici a causa dell’emergenza sanitaria.
Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di contributi a fondo perduto come ristoro per il periodo di emergenza da Covid-19.
Il contributo sarà erogato a fronte dell’uso di un immobile di proprietà comunale, che abbia subito dal primo marzo 2020 ad oggi, periodi più o meno prolungati di sospensione o limitazione dell’attività causati dai provvedimenti restrittivi legati all’emergenza sanitaria.
Chi farà richiesta dovrà auto-certificare nella domanda il periodo (o i periodi) di sospensione o limitazione, e i relativi provvedimenti restrittivi.
L’ammontare del contributo, che potrà essere riconosciuto per ogni immobile in uso alla singola impresa, sarà al massimo di quattro volte il canone mensile 2021 (al netto di Iva).
«Questo è un altro importante provvedimento in favore delle aziende che hanno subito restrizioni nei mesi della pandemia che si aggiunge ai numerosi già approvati dall’amministrazione», racconta l’assessora al patrimonio Viola Ferroni, che poi prosegue: «Lo stanziamento è misurato in ragione della platea degli aventi diritto, dopo che avevamo già rinviato il pagamento dei canoni per preservare la liquidità delle imprese e che era stato concertato con le Associazioni di categoria».
i requisiti
Possono fare domanda le imprese attive, regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese; le associazioni devono essere attive e regolarmente costituite.
I soggetti devono essere in regola con il Durc (il documento unico di regolarità contributiva) e con il versamento dei tributi nei confronti del Comune di Livorno, oppure aver richiesto la regolarizzazione del versamento dei tributi comunali entro la data di presentazione della domanda di contributo
I soggetti non devono essere morosi per quanto riguarda i canoni di concessione e/o locazione (o indennità di occupazione) fino a marzo 2020 escluso; ma si possono mettere in regola prima di presentare la domanda.
I soggetti non devono essere in stato di scioglimento, liquidazione, fallimento, concordato preventivo o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, e devono rispettare quanto previsto dalla normativa sul “de minimis”.
revoca del contributo
Il contributo assegnato sarà revocato, con la restituzione delle somme eventualmente già versate (più gli interessi legali), se il soggetto beneficiario ha dichiarato il falso nella domanda, se per cause imputabili al beneficiario non si possono effettuare i controlli, oppure se il beneficiario rinuncia.
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