Il Tirreno

Livorno

il dibattito 

Venezia, in consiglio 951 firme Atteso il “protocollo movida”

Intanto c’è stata una riunione tecnica sul futuro dell’ex cinema Grande:  per la discoteca si attende anche il parere di Arpat

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Livorno. Sono arrivate ieri sui banchi del consiglio comunale le 951 firme raccolte in Venezia dopo l’ordinanza che a ottobre aveva vietato il consumo di ogni tipo di bevanda all’esterno dei locali dopo la mezzanotte. Una petizione dal titolo “richiesta rigenerazione e modernizzazione del quartiere” promossa soprattutto da esercenti e frequentatori della Venezia, venuto dopo un’altra petizione già presentata dai residenti.

Nell’atto, che ha scatenato il dibattito, si facevano alcune proposte, come l’ampliamento della Ztl, l’aumento del numero di cestini nelle aree della movida, la somministrazione di bevande da asporto con bicchieri riutilizzabili sul modello “vuoto a rendere”, prevedere tavoli e tettoie in legno alcune aree come in piazza del Luogo Pio, una maggiore presenza delle forze dell’ordine di notte.

«Stiamo ultimando il protocollo per la Venezia, che punta a una gestione intelligente della movida in Venezia e in altre zone della città», ha fatto sapere commentando la petizione il sindaco Luca Salvetti. In attesa di quel protocollo il tema resta caldo, come dimostrano alcuni degli interventi arrivati dopo dal fronte delle opposizioni. «Tavoli e tettoie come nei campeggi no, creerebbero bivacchi», ha raccomandato ad esempio Alessandro Perini (Lega). «Il sindaco ci dice che è quasi pronto il protocollo, bene perché sono passati mesi da quando è stato chiesto...», ha punto Stella Sorgente (M5S): «Vedremo cosa ci sarà scritto in concreto, chiediamo di poter vedere la bozza». O ancora Andrea Romiti (FdI): «La situazione è preoccupante, questa maggioranza non capisce che il problema principale è la sicurezza».

Da sottolineare che ieri mattina, prima del consiglio comunale, c’è stata una riunione tecnica in municipio per decidere il futuro di un’altra area simbolo del centro, a ridosso della Venezia, ovvero quella dell’ex cinema Grande (anche questa oggetto di petizioni, soprattutto dei residenti): gli imprenditori che vogliono trasformare l’immobile per fare ristorazione, musica dal vivo e anche discoteca hanno presentato il progetto, ma a quanto risulta l’iter burocratico è ancora in stand by in attesa del parere di Arpat sull’impatto acustico delle attività.

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di Redazione web