Il Tirreno

Livorno

caos in viale carducci 

Botte e insulti in mezzo alla strada Poi le coltellate: in due all’ospedale

S.T. ;
Botte e insulti in mezzo alla strada Poi le coltellate: in due all’ospedale

Lite davanti al bar Tramezzino con due livornesi di 50 e 46 anni feriti al volto e all’addome I carabinieri sono al lavoro per capire l’esatta dinamica

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LIVORNO. Prima gli insulti e le botte. Poi – secondo alcuni testimoni e basandosi sull’entità delle ferite – sarebbe spuntato fuori un coltello. Con la lite che sarebbe degenerata con tre persone ferite, due delle quali accompagnate all’ospedale. Momenti di caos, poco prima delle 15 di ieri pomeriggio, all’angolo fra viale Carducci e viale Alfieri, di fronte alla sede delle onoranze funebri della Misericordia di Antignano e poi, successivamente, accanto al bar Tramezzino.

la dinamica

Tre persone – tutte livornesi: un quarantaseienne, un cinquantenne e un cinquantanovenne che abita in via Roma– avrebbero iniziato a litigare forse a causa di una reazione del cane di quest’ultimo, evidentemente infastidito da uno dei contendenti, picchiandosi. Con i due più giovani feriti dalle coltellate rispettivamente a una guancia e all’addome (trasportate al pronto soccorso dalle ambulanze della Svs di via San Giovanni e della Misericordia di via Verdi) e il più grande, colpito con un pugno, medicato sul posto dal medico del 118, che ha effettuato un “triage” per valutare le lesioni davanti al bar Tramezzino, dalla parte opposta rispetto a dove era scoppiata la lite, inviando poi i due pazienti feriti all’ospedale con le altre ambulanze disponibili.

I SOCCORSI

Inizialmente, fra l’altro, la chiamata al 112 era stata fatta indicando un altro punto della città, molto distante: via Masaccio, vicino allo stadio Armando Picchi. Per questo i soccorritori si erano recati a parecchi chilometri di distanza, evidentemente per un fraintendimento da parte della centrale unica di emergenza di Firenze. Ma per fortuna, nessuno dei tre feriti, era in gravi condizioni. Quindi non si è perso tempo prezioso. Il cinquantenne e il quarantaseienne – gli unici accompagnati in ospedale, visto che il terzo ha rifiutato i soccorsi – sono stati dimessi nel corso della giornata di ieri con meno di dieci giorni di prognosi. Il cane del cinquantanovenne, inizialmente legato a un palo per evitare la fuga, è stato poi preso in consegna in sicurezza dal personale specializzato.

LE INDAGINI

Le indagini sono state avviate dai carabinieri della Compagnia di Livorno, guidata dal capitano Ugo Chiosi, intervenuti con due pattuglie. In loro aiuto due volanti della polizia di Stato, con gli agenti che insieme ai colleghi hanno riportato la calma. Alcuni testimoni, al Tirreno, hanno parlato di «un coltello con la lama di 12 centimetri», ma l’arma non è stata trovata. I militari, che hanno ascoltato le tre versioni dei fatti che non coincidono, prima di procedere con le eventuali denunce devono appurare realmente come si sono svolti i fatti. Magari attraverso le immagini delle telecamere.

S.T.

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di Redazione web