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LIVORNO. Da degrado a opportunità di uso a servizio della collettività. Da spreco inserito da anni nel piano delle vendite del Comune, a risorsa pubblica. Questo si augura il gruppo consiliare di Buongiorno Livorno rispetto al futuro di Casa Firenze, quegli oltre mille metri quadri di proprietà comunale immersi nel verde di Antignano, con vista sul mare di Calafuria e Variante Aurelia.
«Il caso di Casa Firenze è l’effetto concreto di una gestione del patrimonio pubblico che non rispecchia l’interesse della collettività. Il complesso immobiliare è posto nel Piano delle alienazioni e come nel caso di molti beni alienabili l’amministrazione cerca di favorire tramite varianti e assenza di vincoli per un uso futuro la sua uscita definitiva dalla gestione pubblica», dicono dal direttivo.
Oggi l’edificio più la sua dependance sono diventate una discarica, un rifugio per senzatetto, un ricettacolo di sporcizia e mancanza di sicurezza, come ha raccontato Il Tirreno nel reportage dei giorni scorsi, in passato è stato un “tetto” usato fino al 2012 dal Comune per le famiglie (una quindicina) in emergenza abitativa e poi abbandonato. Sul suo futuro il gruppo vuole fare le sue considerazioni, grazie al dibattito politico nato dopo il servizio del giornale della città.
«La situazione riguardo il disagio abitativo nella nostra città risente da decenni della mancanza di un piano per l’edilizia residenziale pubblica vero – fanno la cornice della situazione abitativa cittadina– e proprio per la programmazione urbanistica dei fabbisogni di case popolari e per la gestione e riqualificazione del patrimonio esistente di proprietà degli enti pubblici». Si va nello specifico: «La gestione del patrimonio pubblico di proprietà comunale per l’utilizzo a fini sociali abitativi registra un quadro di criticità assoluta per diversi motivi: mancanza di investimenti per un suo recupero e valorizzazione, inserimento di molti beni di pregio nel piano di alienazione per far quadrare il bilancio, messa all’asta di edifici e aree libere con stime critiche e a ribasso, abbandono e inutilizzo di edifici, mancata partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni». È emblematico il caso di Casa Firenze, storicamente una colonia estiva per bambini. «Casa Firenze è ubicata in una delle parti più ambite della città dal punto di vista immobiliare, sotto Villa Gamba. Unica pecca la vicinanza della variante, qui bisognerebbe chiedere ai progettisti perché non si è cercato di passare più lontani per preservare l’integrità del bene». Sono 1200 metri quadri di superficie lorda, che con i terreni arriva a 4500 metri quadri. «La sua stima è di 1 milione e 200mila euro, che se paragonata ad una stima di mercato sembra bassa, poiché il valore delle abitazioni di tipo civile, come è classificata Casa Firenze, è di 1800 euro al mq minimo, secondo l’Agenzia delle Entrate. Nel 2003 la giunta approvò un progetto preliminare da 320 milioni di vecchie lire per la sua ristrutturazione e risanamento per nuovi alloggi e progetti successivi furono predisposti dagli uffici tecnici».
Per Buongiorno Casa Firenze merita, con altri complessi immobiliari comunali, quali villa Morazzana, podere Loghino deve restare nel patrimonio comunale con un vincolo di pubblica utilità. «Il Comune deve inserire questi beni all’interno di programmi di rigenerazione urbana e ambientale, non per farne merce di scambio per operazioni immobiliari, ma per cogliere le opportunità di fondi strutturali europei e del Pnrr». Il direttivo chiude. «È compito di tutte le forze politiche trovare strumenti e soluzioni per favorire la costruzione dal basso di proposte di riuso e raccogliere quelle già esistenti con la partecipazione diretta alla gestione del patrimonio pubblico per scongiurare la privatizzazione e sottovalutazione del valore».
F.S.
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