Il Tirreno

Livorno

Partono i lavori per rimuovere il relitto affondato del Ca’ Moro

Simone Fulciniti
Il relitto affondato
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Il relitto affondato

Livorno: accordo tra enti pubblici e imprese per la delicata operazione ai Quattro Mori. In città raccolti più di 138mila euro  

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LIVORNO. «Fin da quel maledetto 20 agosto, data in cui la barca ha cominciato ad affondare, c’è stata subito una gara di solidarietà da parte della città, che ha risposto all’appello della cooperativa Parco nel Mulino, riconoscendo la grande importanza sociale che stava dietro all’attività svolta sul Ca’Moro...». Con queste parole la vicesindaca Libera Camici apre la prima conferenza stampa dell’anno, dedicata a un annuncio importante: la partenza dei lavori (a metà gennaio) di rimozione dell’imbarcazione che fu ristorante e luogo di lavoro per 9 persone, 5 diversamente abili.

Insieme a lei ci sono le assessore Giovanna Cepparello e Barbara Bonciani, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, che porta i saluti dell’assessora Monia Monni, e alcuni esponenti delle parti impegnate in questo intervento. «L’amministrazione comunale – prosegue Camici – si mosse tempestivamente: organizzando un concerto, così come si sono date da fare tante altre realtà cittadine». Sono stati raccolti più di 138mila. «A questa generosità si è associata la disponibilità degli imprenditori locali per dare un ulteriore supporto. Infatti, vista l’impossibilità di recuperare il Ca’Moro, è stato necessario mettere in campo una soluzione per rimuoverlo, e salvaguardare la sicurezza ambientale. L’amministrazione comunale ha creato le condizioni affinché si arrivasse a un protocollo d’intesa».

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Queste le forze in campo: Comune, Autorità di sistema portuale, Mts, Regione Toscana, capitaneria di porto, vigili del fuoco, Arpat, Guardia di finanza sezione navale, impresa Tito Neri, Labromare, SubSea, Aamps e Stilm. Neri, Labromare e Stilm lavoreranno a titolo gratuito.

«Non sarà un'operazione semplice – spiega Cepparello – sia dal punto di vista burocratico sia dal punto di vista pratico, a causa delle condizioni di ammaloramento». Il natante verrà ridotto in parti. Si dovrà lavorare sia nella zona esterna che sott’acqua con i sub dell'azienda SubSea Livorno. I rifiuti saranno trattati e destinati allo smaltimento, il tutto nel rispetto dell’ambiente marino e della complessa normativa. «Ci occuperemo della parte subacquea – dice Alessio Anguillesi di SubSea -; in accordo con l’impresa Neri, andremo inizialmente a fare delle ispezioni per verificare lo stato attuale del relitto. Poi, con utensili specifici, taglieremo in senso longitudinale la struttura, almeno in quattro tronconi, nella speranza di agevolare il lavoro della gru sul puntone Neri. Una gru a forma di polpo, fatta per prendere i vari pezzi, sbriciolare il fasciame e i materiali all’interno della barca. Lavoreremo con difficoltà per il fondale basso e fangoso». Per le operazioni serviranno due o tre settimane.

Emiliano Niccolai, presidente della coop il Parco del Mulino, parla a nome dei suoi ragazzi. «Una sola parola da parte nostra: grazie. Dal giorno dell’affondamento i ragazzi hanno passato momenti difficili, ma non si sono mai arresi. Anzi sono loro a spingerci ad andare avanti. Oggi finalmente possiamo pensare di ripartire. Tutto merito della nostra comunità. Una nuova imbarcazione è il sogno. Tornando con i piedi per terra, stiamo studiando un Ca’Moro 2.1 a terra». L'artista Stefano Pilato sceglierà alcune parti del relitto per trasformarle in opere da costruire insieme ai ragazzi della cooperativa: verranno messe all'asta e il ricavato sarà versato nel conto corrente del Ca' Moro.

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di Redazione web