Il Tirreno

Livorno

Maria Sole, Simona e Carina Arbitrare è roba da donne

Simone Fulciniti
Maria Sole, Simona e Carina Arbitrare è roba da donne

Ferrieri Caputi, la prima a dirigere una squadra di serie A. «Premiata la nostra passione» Pierucci, leggenda della scherma: «Un premio che mi commuove dopo una vita tra le pedane» 

31 dicembre 2021
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Simone Fulciniti

La sala cerimonie del Comune apre nuovamente le porte ai personaggi dello sport livornese che si sono particolarmente distinti nelle loro disciplne.

Dopo la pallavolista Elena Pietrini e la campionessa paralimpica Ambra Sabatini, il sindaco Luca Salvetti, accompagnato dalla vicesindaca Libera Camici, dalla consigliera Francesca Cecchi e dal delegato provinciale Coni Gianni Giannone, consegna tre pergamene ancora ad esponenti femminili , stavolta dell'ambito arbitrale: Maria Sole Ferrieri Caputi, Simona Pierucci e Carina Vitulano.

«Ci sembrava bello chiudere il 2021 - spiega Salvetti - andando a omaggiare il mondo dello sport come facciamo da due anni in maniera convinta e continua. Con un’altro momento tutto al femminile, grazie alle commissioni comunali dedicate che hanno fatto un grosso lavoro, arrivando ad ottenere gli strumenti necessari per sottolineare tutto il bello che le donne realizzano nel campo sportivo.

Omaggiando la componente arbitrale: la più equilibrata, equidistante, attenta alle regole».

«Figure che si sono contraddistinte nel raggiungere obiettivi - incalza Camici- in un contesto sportivo dove purtroppo permangono ancora stereotipi di genere, nonostante gli indubbi passi in avanti.

A livello europeo le donne che occupano posti dirigenziali sono sotto il 10%; basso pure il numero delle allenatrici, per non parlare dei compensi che vengono loro riconosciuti a parità di mansione. Noi vogliamo contribuire al cambiamento culturale». Giannone evidenzia come Livorno sia “magica” quando si parla di primati sportivi. «Dove c’è qualcosa di particolare c’è Livorno. Siamo un'eccellenza nel settore dell’arbitraggio; Maria Sole, Silvia e Carina, sono qui a confermarlo.

Tre donne a questi livelli non fanno meraviglia». Maria Sole Ferrieri Caputi è salita agli onori della cronaca negli ultimi giorni per essere la prima donna ad aver arbitrato una squadra di serie A, e precisamente il Cagliari nella sfida di coppa Italia contro il Cittadela terminata 3-1 per gli isolani. «L’emozione di quel momento - racconta - è stata rappresentare un movimento, quello delle donne arbitro in Italia, di cui io sono solo l’ultimo tassello di una lunga scuola.

Finalmente ci è stata data l’opportunità di misurarci con partite dei campionati maggiori, grazie all’impegno di un gruppo di ragazze che lavorano quotidianamente, si allenano, cercano di prepararsi tecnicamente per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Ci sono colleghe che hanno arbitrato la serie B; siamo ragazze, amiche, ci riuniamo periodicamente; in un settore declinato al maschile cerchiamo di ritagliare il nostro spazio come arbitri. In campo non ci sono differenze». E prosegue.

«Siamo costantemente messe alla prova, ci stanno dando parecchie possibilità: oneri e onori, poiché dobbiamo dimostrare di essere all’altezza. Ritengo che se una di noi dimostrerà di essere pronta, arbitrando a livello nazionale, ci saranno ulteriori opportunità di crescita, ci affideranno gare sempre più difficili. L’Aia è molto attenta a supportarci. Presto i tempi saranno maturi. Le componenti vanno di pari passo. Ritengo che nei prossimi anni, ci toglieremo delle soddisfazioni».

Sulla sua pergamena c’è scritto “primo arbitro donna internazionale di calcio ad arbitrare una squadra di serie A di calcio maschile”. Assente giustificata Carina Vitulano (ha accompagnato la figlia per una finale di volley nel nord Italia), il suo riconoscimento viene ritirato dalla madre: vi si legge “prima donna ad arbitrare nel 2002 una partita del campionato primavera maschile. Arbitro internazionale dal 2005. Dal 2021 designatrice della serie A femminile”.

Dopo due direttrici di gara “calcisitiche”, viene premiata la "leggenda" Pierucci: “arbitro mondiale di scherma, per aver contribuito alla valorizzazione della figura della donna nello sport”. «Ho aspettato questo riconoscimento da tanti anni- dice commossa- e quando ho saputo che sarebbe arrivato non ci credevo. Non è un traguardo ma una pagina della mia vita tra le pedane». Tra i parenti presenti anche il nipote, Giovanni Pierucci, da poco diventato campione italiano di scherma categoria giovanissimi.

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