Gioco
L’ottica Giachi saluta dopo tre generazioni «Lasciamo via Grande La tradizione continua»
Aprì in via Cairoli negli anni Cinquanta, si trasferì in centro a fine secolo Servì Sergio Castellitto, Renato Zero e molte grandi famiglie livornesi
Matteo Scardigli
livorno. Via Grande saluta l’ottica Giachi, che abbassa la saracinesca dopo oltre 20 anni al servizio di livornesi, turisti e vip da tutta Italia.
L’attività di famiglia nacque a Firenze nel 1940, quando il patriarca Piero Giachi aprì un negozio di fotografia che successivamente decise di rinnovare in ottica. Sull’onda del successo sbarcò a Rosignano Solvay, Tirrenia e Viareggio; e in via Cairoli vicino alle Poste, negli anni Cinquanta, poi un decennio dopo nel salotto buono della città (ma sotto il portico dirimpetto).
«Ci siamo trasferiti nel fondo di via Grande alla fine degli anni Novanta. Ricordo con affetto quando, ogni sabato, eravamo una decina a servire i clienti», racconta Francesca Galli, erede di Giachi che tutt’ora gestisce l’attività nell’altro punto vendita con la figlia Martina Gentili e il padre Antonio Galli, che ha da poco deciso di andare in pensione. Ma certo non di appendere il camice al chiodo.
«Al negozio sono venuti tanti attori che dal Granduca andavano al teatro. Venne Sergio Castellitto, e una volta si intrufolò sotto la saracinesca Renato Zero con il suo entourage mentre era impegnato in una registrazione per Carramba che Sorpresa», racconta ancora l’esercente.
«Nel tempo ci siamo affermati come punto di riferimento anche per generazioni di grandi famiglie livornesi: D'Alesio, Fremura, Neri...», prosegue Galli, che in oltre due decenni ha saputo cogliere mode e tendenze: «La domenica c’erano molti turisti e venivano tanti clienti da fuori, arrivati per “la passeggiata” a Livorno cercando uno stile particolare. Oggi, con l’avvento di internet e dei social media c'è più richiesta di imitazione dell’accessorio dei vip».
Ma il tempo passa.
«Il centro è diventato pesante. Via Grande è diventata pesante. E mio padre, a 77 anni, ha deciso di rallentare un po’», spiega ancora la titolare. Da qui la decisione di portare il testimone alla galleria di Marilia.
Tre generazioni di ottici e oculisti livornesi lasciano quindi il cuore della città per proseguire l’attività di famiglia ad Antignano. Anche Daniele Galli, fratello di Francesca, è tornato a esercitare la professione di oculista dopo il terribile incidente che quasi gli costò la vita.
«Mio padre continuerà ad aiutarci mettendo nel negozio tutta la sua esperienza. Portiamo con noi la gentilezza e il sorriso che ci ha lasciato in eredità Piero Giachi», racconta ancora Galli, che infine conclude: «Queste caratteristiche sono diventate il nostro vero marchio e il nostro motto, insieme alla professionalità e alla cura per le esigenze dei clienti. E i nostri si sono affezionati, e ci hanno seguiti in questa nuova avventura».
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