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Livorno in tv in Cina tra lo spettacolo sul partito comunista e la rivalità con Pisa

Simone Fulciniti
Livorno in tv in Cina tra lo spettacolo sul partito comunista e la rivalità con Pisa

In città le telecamere del regista Carrino per girare una serie L’intera produzione in Oriente sarà dedicata alla Toscana

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Simone Fulciniti

livorno. La Toscana torna ad essere protagonista televisiva in una serie di otto puntate, per un totale di 400 minuti che raccontano al pubblico cinese del colosso Cctv (China central television) le meraviglie di una regione unica al mondo. Affidato alla regia del salernitano Paolo Carrino, “Rinascimento senza fine” colora le tante facce di un meraviglioso territorio e tra queste anche quella originale di Livorno.

Il documentario, prodotto da Toscana promozione turistica e televisione di Stato cinese, è stato voluto da Fondazione sistema toscana. La troupe asiatica ha raggiunto la nostra città attraverso la Fondazione Lem (Livorno euro mediterranea), cambiando scaletta di riprese per esserci in coincidenza con lo spettacolo “Millenovecentoventuno”, andato in scena il 18 dicembre al teatro Goldoni, luogo dove nel 1921 ebbe luogo la famosa scissione interna al Partito socialista italiano con la successiva nascita del Partito comunista d’Italia.

Ma prima e dopo la rappresentazione il regista si è lasciato conquistare dalla città e dalle sue persone. Carrino e la produttrice esecutiva della televisione cinese Hongmei Nie sono stati accompagnati dallo staff del Lem in visita nei luoghi più rappresentativi per interviste ad alcuni esponenti della cultura cittadina e custodi della sua memoria storica.

E se il giorno dello spettacolo davanti ai microfoni di Carrino erano passati Alessandro Benvenuti, Elina Pellegrini e Gabriele Benucci (autore del prestigioso testo rappresentato sul palcoscenico), il giorno successivo il regista ha voluto ascoltare anche la voce del sindaco Luca Salvetti, intervistato in via Borra, di fronte all’ex teatro San Marco, cui è stato affidato, tra l’altro, il non facile tentativo di spiegare col sorriso sulle labbra il campanilismo Livorno-Pisa al pubblico cinese, lo storico Enrico Mannari, nei pressi della Fortezza Nuova, e un cantore speciale di vicende labroniche come lo scrittore Otello Chelli, raggiunto nella sua abitazione.

Carrino è rimasto talmente colpito dal tramonto livornese da definirlo «il più bello che io abbia mai visto». Un vero colpo di fulmine. «Per il mio lavoro con Rai e Uno Mattina ho girato tutta Italia – dice –. Ero convinto di essere già stato anche a Livorno, ma mi sbagliavo. Con grande piacere ho scoperto un luogo tutto da raccontare: fuori dagli schemi, vivibile, vera, con un largo potenziale turistico e dove vivrei volentieri».

«Ho ricevuto – aggiunge il regista – un’eccezionale accoglienza concreta e umana. D’altronde, per me le città di mare hanno un lato in meno e questo le rende più aperte, disponibili al dialogo, accoglienti. In questi due giorni qui a Livorno tutto ciò è stato provato dai fatti».

E non sono mancate le riprese all’alba labronica, catturate dalla terrazza dell’Hotel Palazzo, dove la troupe è stata ospitata. «Non ci siamo voluti far scappare l’occasione di far conoscere Livorno in Cina – afferma Claudia Pavoletti (consiglio di amministrazione del Lem) –. Così ci siamo adoperati per portare anche da noi questa produzione televisiva. D’altronde, la missione principale della Fondazione Lem guarda proprio alla promozione di Livorno a livello nazionale e internazionale».

Alla fine, prima di ripartire, sempre con la produzione esecutiva di Hongmei Nie, Paolo Carrino ha promesso di tornare presto a Livorno per realizzare un progetto esclusivo, questa volta con i riflettori puntati sulla figura del compositore Pietro Mascagni.

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