Toscana
«Il nostro è un istituto di prof artisti»
Festa al Vespucci-Colombo: alcuni docenti hanno cantato, recitato e suonato. Barone: «Un momento di svago»
Roberto Riu
LIVORNO. Insegnanti attori, musicisti, cantanti. È la scuola dei prof artisti l’istituto “Vespucci-Colombo”. Qui, nell’aula magna, si è svolta la festa di Natale che ha riunito i docenti, i rappresentanti dei genitori e degli studenti per un incontro all'insegna della socialità e dello stare insieme. Hanno così preso vita spunti di riflessione per l'evolversi della didattica alternandosi con parentesi di puro divertissement nei quali alcuni insegnanti si sono esibiti come attori, musicisti e cantanti: «Abbiamo voluto creare un momento di serenità e di svago, – spiega la dirigente scolastica Francesca Barone Marzocchi – quello che sicuramente ci è mancato in questi mesi. Difatti il sottotitolo di questo evento è la ricerca della socialità perduta. Ci sarà modo anche di dare delle comunicazioni riguardanti alcune iniziative in particolare e le novità che stiamo attivando. Sul piano dell'evoluzione tecnologica abbiamo monitor in quasi tutte le aule ed il collegamento con la fibra ottica in fase di completamento, oltre ad avere acquisito la piattaforma per la “Gamification” realizzando una didattica basata sul gioco».
Durante l'evento sono stati così affrontati alcuni temi riguardanti la vita scolastica ed il suo evolversi sul piano tecnologico, ma guardando pure al rilevante tema dell'inclusione sul quale si è soffermata Cinzia Guerrieri parlando di “Scuola aperta” ovvero l'apertura pomeridiana della scuola per il supporto agli studenti accogliendo due volte a settimana un massimo di venticinque ragazzi.
Maria Caterina Cassetti è invece intervenuta sul “Premio scuola digitale, mentre Arianna Tozzi e Decky Fornaciari hanno rispettivamente tratteggiato l'andamento dello sportello psicologico ed il “Pon (Piano Operativo Nazionale) - Corsica Escape Room” essendosi stabilito un legame fra due classi dell' istituto “Vespucci-Colombo” ed un istituto di Bastia.
Marta Sanz Manzanedo ha quindi illustrato il “Progetto Innova-menti”.
«Faccio parte dell'equipe territoriale della Toscana con cui ci occupiamo di un progetto ministeriale sulle nuove tecnologie come “Gamification” creando momenti di gioco da introdurre in classe».
Gli interventi dedicati alla didattica sono stati intervallati da performance in cui alcuni docenti hanno mostrato le proprie attitudini artistiche come Nicoletta La Terra che, accompagnata da Marco Barsacchi alla chitarra ha offerto un'intensa interpretazione de “I treni a vapore” di Ivano Fossati.
«Si doveva trovare un brano che parlasse di scuola – racconta – ed in questa canzone c'è appunto una strofa molto poetica che recita “i ragazzi della scuola che partono già domani...”».
Nicoletta La Terra, che è pure attrice diplomata, ha poi recitato un passo dal Canto XV dell'Inferno della Divina Commedia, mentre Elisa Squicciarini ed Alexia Pavan hanno letto rispettivamente alcune pagine da “L'ora d'italiano” di Luca Serianni e da “Diario di scuola” di Daniel Pennac.
È un istituto di docenti artisti. Sono dedicate alla scuola anche le performance successive come “L'esame di maturità”, scritto ed interpretato da Edoardo Ripoli docente, attore ed autore: «Sono momenti esilaranti nella chiave di commissario esterno».
Si intitola invece “Carta e matita”, il brano scritto ed interpretato da Lorenzo Taccini, docente, musicista, autore, attore ed ultimamente anche commentatore sportivo per una testata online livornese.
«Propongo per chitarra e voce un mio brano che ho scritto quattro anni fa per il mio primo ultimo giorno di scuola da docente ispirato dal quartiere della Venezia, una sorta di lettera d'amore per la scuola».
Si chiude con una lettura dal libro di Michele Cecchini dal titolo “Il cielo per ultimo”: «C'è un breve passaggio dedicato alla scuola. – ricorda l'autore – Per raccontare l'estate si parla appunto della cosa che d'estate non c'è ovvero la scuola. Ed in particolare cosa rappresentano gli ultimi giorni di scuola in cui c'è l'attesa delle vacanze, ma pure la nostalgia preventiva per quello che si va concludendo».
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