Gioco
«Siamo noi la locomotiva che crea posti di lavoro: 310 assunti in Comune»
Ma la cifra raddoppia se si mettono nel conto anche le aziende partecipate È un dietrofront, l’aveva già sottolineato lo scorso anno
livorno. «Non si può pensare che il Comune possa fare da locomotiva con gli uffici sguarniti perché troppi pensionamenti non sono stati rimpiazzati». Nel susseguirsi di interventi degli assessori – 117 secondi Andrea Raspanti, quasi quattro minuti Cepparello, 3’25” Bonciani, Simoncini tre e via cronometrando – il sindaco Luca Salvetti torna a riprendersi la scena subito dopo il report dell’assessore Viola Ferroni.
Salvetti rivendica a Palazzo Civico il ruolo di «primo motore a livello cittadino nella creazione di posti di lavoro»: negli ultimi due anni e mezzo «310 assunzioni in Comune, 261 nelle aziende partecipate, 15 ricollocazioni (piscine), 4 alla Fondazione Lem e, presto, 22 nuovi ingressi in Esteem. Totale: 612 persone». Come dire: un dietrofront nella strategia che per decenni, non solo con il M5s, aveva portato all’assottigliamento del numero dei dipendenti di Palazzo Civico.
In realtà, l’inversione di tendenza l’aveva già evidenziata lui stesso nella conferenza di dodici mesi fa: già allora «per la prima volta dopo 25 anni il numero dei dipendenti del Comune non è diminuito, anzi è cresciuto di 34 persone».
Su quest’argomento tornerà per ribadire che del Comune ha «valorizzato la “cantera”»: come parlasse del Barcellona B di Ansu Fati o di Pedri Gonzalez Lopez, chiama alla ribalta una nuova leva di “posizioni organizzative” che costituiranno l’ossatura del Comune di domani. Dentro questo contesto, segnala che la segretaria generale Luisa Massai va in pensione ma «continuerà a dare una mano».
M.Z.
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