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alle scuole lambruschini 

Scuola: il dirigente mette i bimbi a casa, ma il caso di Covid non c’è...

Matteo Scardigli
Scuola: il dirigente mette i bimbi a casa, ma il caso di Covid non c’è...

A Livorno una classe in Dad «per precauzione», la normativa però non lo prevede. Protestano i genitori e il preside si difende: «Si è trattato di un eccesso di zelo»

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LIVORNO. Dopo i genitori delle Campana che si mettono d'accordo sulle chat per non mandare i figli a scuola, raccontandosi che la dirigenza non rispetta le norme anti covid, dalle Lambruschini arriva la «sospensione frequenza in via precauzionale», firmata dal preside Carmine Villani.

A segnalare il caso sono alcuni genitori i cui bimbi frequentano l’istituto del circolo La Rosa, che hanno ricevuto una email nella quale «si comunica alle famiglie che, essendo il dirigente scolastico informato di un caso covid nella classe, dovendo attendere ulteriore conferma e tracciamento da parte del dipartimento di prevenzione dell'Asl, viene disposta in via precauzionale la sospensione della frequenza e attivazione della didattica a distanza».

Il fatto risale allo scorso martedì 14. I genitori della classe 4A, dove i figli fanno il tempo pieno, alle 13,30 vengono invitati via chat ad andare a prendere i bambini e informati che sarebbe stata attivata la Dad (la didattica a distanza).

Mercoledì 15 arriva la lettera di sospensione, e soltanto sabato 18, a fronte del tampone molecolare negativo predisposto da Asl, il preside comunica che le lezioni in presenza potranno riprendere il lunedì.

Non è tanto la Dad a preoccupare i genitori (anche perché si è ridotta a un'ora e mezza, e per giunta su base volontaria), quanto la sospensione delle lezioni. La normativa infatti è stata recentemente aggiornata proprio per favorire la didattica in presenza.

«I bambini avrebbero perso comunque uno o due giorni per fare i tamponi», si giustifica Villani. «Io non sono un medico, non posso dire se un bambino ha il covid o no. Ma era molto probabile che fosse covid», prosegue.

Poi Villani spiega: «Non facciamo disposizioni senza fondamento. Siamo sempre in contatto con l'Asl, e a volte veniamo a sapere della positività prima della comunicazione ufficiale», riassume il dirigente scolastico, che infine conclude: «In questo caso abbiamo chiesto di rimanere a casa in attesa della conferma, che poi non è arrivata. Si è trattato di un eccesso di zelo».

La normativa però non prevede questa eventualità.

«C'è un protocollo covid e quello va rispettato», conferma infatti il provveditore provinciale Andrea Simonetti, che precisa: «Un dirigente scolastico può decidere per la quarantena preventiva, a fronte di comunicazioni non ufficiali di Asl, ma solo se la situazione riguarda più ragazzi».

Uno solo, dunque, non basta: ce ne vogliono almeno due, e certificati dall'azienda sanitaria. E la supposizione, per quanto basata su un test fai da te, non è sufficiente.

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di Redazione web